Notizie

Loading...

lunedì 8 settembre 2008

Mi hanno preso gli Americani (IV)

Una moschea negli USA
Mi hanno preso gli Americani (I)
Mi hanno preso gli Americani (II)
Mi hanno preso gli Americani (III)

L'urgenza di un "Piano per la Rinascita Multietnica" dell'Italia si può percepire alla luce di quanto sta accadendo alla comunità islamica locale. Non appena è iniziato il Ramadan, il mese sacro del digiuno, un sindaco leghista ha deciso di chiudere la moschea (e cioè il luogo di aggregazione della comunità per antonomasia). Altri minacciano: «Vigili di piantone 24 ore su 24: se i musulmani si mettono a pregare, li sgombero». «Se proveranno a pregare, i musulmani saranno fuorilegge e come tali dovranno prepararsi alle conseguenze dei loro gesti». Un consigliere comunale afferma di essere stato aggredito, la comunità islamica risponde: «Quell'uomo ci ha provocato. E' arrivato qui sputando per terra e insultandoci». Possibile che un consigliere comunale si sia abbassato a questi livelli? Il dubbio è legittimo, quando si legge che un eurodeputato, accompagnato da una trentina di simpatizzanti, ha compiuto una breve passeggiata tra i vicoli del centro storico di Genova "alzando il braccio nel segno dell’ombrello e scandendo lo slogan «abbiamo i c.... pieni delle moschee»", dicendosi disposto «a impugnare la spada di Giussano per fare pulizia etnica».

Per chi è appena tornato dagli Stati Uniti, un paese in cui non solo ci sono le moschee (e quali moschee) ma in cui non si è esitato a condannare a ben 14 anni e tre mesi di carcere un cittadino americano che aveva lanciato una molotov inesplosa contro la moschea di El Paso, assistere a questa escalation ha qualcosa di surreale. Soprattutto quando si legge che, dopo la stagione delle moltov italiane sui luoghi di culto islamici in Lombardia (il cui autore è stato finalmente arrestato), ignoti hanno impugnato la bomboletta spray per lanciare un avvertimento alla comunità musulmana sotto forma di citazione dell’Apocalisse di Giovanni e la scritta: «Allah=Satana. Il figlio di Satana è Maometto». Non si può che rimanere spiazzati, quando si viene a sapere che l'eurodeputato sopra citato aveva fatto irruzione in una chiesa per annunciare il solenne giuramento "approfittando dello sconcerto di un custode intimorito da tesserini parlamentari e polizia di scorta". Che a Treviso c'è un "massiccio intervento di controllo d’ordine pubblico voluto dal prefetto e attuato da vigili urbani e polizia" e che i vigili vengono quotidianamente mandati per controllare i musulmani: «Se si mettono a pregare, scatta lo sgombero» mentre chi osa protestare viene chiamato in questura e gli "viene chiesto di valutare se valga la pena di calcare la mano, di «ragionare»". Tutto questo accade con l'esercito per strada e varie figure politiche di primo piano impegnate in dotte disquisizioni sui meriti e i demeriti del Fascismo, che sembra tornato di gran moda.

Trovo demenziale che le forze dell'Ordine vengano strumentalizzate e dirottate da una reale attività di prevenzione e contrasto del crimine per controllare se gli islamici stanno pregando o meno. E' cosi difficile, in un paese che si professa democratico, laico e civile, dotare le comunità musulmane di adeguati luoghi di culto in base ad un compromesso amichevole con le istituzioni e la cittadinanza? Negli Stati Uniti, patria dell'11 settembre, non solo i musulmani hanno moschee e ne costruiscono di nuove, ma ho visto con i miei occhi un venditore di hot dog pregare sul marciapiede nel pieno centro di New York. Nessuno si è fermato a guardare, nessuno si è "spaventato", nessuno ha chiamato i vigili. Il procuratore di Treviso ammonisce «Invito tutti alla calma, andando avanti così si rischia una pericolosa escalation». Ma chi la vuole l'escalation? Leggo che i "nervi sono a fior di pelle nella stessa comunità islamica di Treviso, che ormai si è spaccata in due tronconi: l’ala integralista, spesso protagonista di proteste eclatanti contro la Lega come, mesi fa, la preghiera in mezzo alla strada; e le «colombe», che si sono dissociate dagli integralisti andando a pregare a Villorba, nel parcheggio dell’ex moschea del Centro grossisti, chiusa da anni. Un gesto per il quale le «colombe» sono state comunque diffidate dal Comune". Già, proprio cosi: diffidate dal Comune. (Leggi la quinta puntata)