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domenica 14 settembre 2008

Mi hanno preso gli Americani (V)

Un'altra moschea negli USA

Mi hanno preso gli Americani (I)
Mi hanno preso gli Americani (II)
Mi hanno preso gli Americani (III)
Mi hanno preso gli Americani (IV)

"La situazione sta decisamente degenerando". Questo è il commento lapidario con cui ho risposto a chi mi chiedeva, nelle agenzie governative americane, la mia impressione sul modo con cui viene trattata la comunità musulmana in Italia. D'altronde il quadro tragico da me delineato nell' articolo precedente pubblicato su questo blog - e che è successivo alla mia visita negli Stati Uniti su invito del Dipartimento di Stato - si rivela sempre più disastroso. L'11 settembre scorso è stato annunciato che il capogruppo della Lega alla Camera sta per presentare un disegno di legge che prevede "una stretta sulla moschee": Nessuna costruzione a meno di un chilometro da una chiesa, divieto di minareto, via libera solo dopo referendum locale, ecc ecc. Il cosiddetto disegno di legge mi ha ricordato una scena del film "Hassan e Marcus," proiettato recentemente nelle sale egiziane. Il film con Omar Sharif e Adel Imam, i due attori più famosi e potenti del Medio Oriente, racconta la storia di Mustafa, un musulmano praticante e di Marcus, un teologo copto, che - minacciati rispettivamente dagli estremisti musulmani e da quelli cristiani per le loro posizioni contrarie alla violenza - si trovano costretti a vivere sotto falsa identità in un programma di "protezione testimoni". Marcus finisce per assumere l'identità di un musulmano mentre Mustafa assume quella di un copto ed entrambi si ritrovano a vivere nello stesso palazzo: vi lascio immaginare gli episodi esilaranti che scaturiscono da tale situazione, ma anche la carica di denuncia sociale contenuta nel film. Ebbene, in una scena si vedono imam musulmani e preti copti mentre si avviano ad uno dei tanti convegni di unità nazionale che vengono regolarmente promossi in Egitto. Mentre i due preti si lamentano delle restrizioni burocratiche sulla costruzione delle chiese, i due imam si stracciano le vesti: "Perseguitati? Ma se siamo noi quelli perseguitati, non c'è moschea che venga costruita senza che di fronte non sorga una chiesa!" (la legge risale agli anni 70, ndr).

Mentre in Egitto, il paese che "perseguita" i copti questo film viene proiettato nelle sale, in Italia - il paese che "garantisce" la libertà di culto, i musulmani vengono piantonati dai vigili affinché venga impedito loro di pregare. L'ottimo Renzo Guolo tira le somme in un editoriale pubblicato su Repubblica, venerdi scorso: "Nel delirio quotidiano che demolisce ogni residua sovranità, e autorità, dello Stato centrale a favore del nuovo, e invasivo, autoritarismo disciplinare locale, i sindaci leghisti decidono anche se gli appartenenti a una confessione possono o meno pregare insieme. Incidendo non solo sulla pratica religiosa ma anche sul concreto esercizio delle libertà costituzionali, sancite dagli articoli 3, 8 e 19 della Carta. Omaggio estremo al nuovo "federalismo religioso", ispirato alla nostalgia, regia e littoria, dei "culti ammessi". Non a caso è stato proprio negli Stati Uniti che ho maturato la convinzione che la priorità assoluta deve essere data all'approvazione di una legge sulla libertà religiosa in Italia, abolendo definitivamente il meccanismo fascista dei concordati e delle intese. Continua Guolo: "Da tempo nelle città venete i musulmani sono impediti collettivamente nel loro esercizio del culto, anche in locali che pure avevano acquistato o affittato. E costretti o all´umiliante pratica della "moschea itinerante", ospiti temporanei di comuni guidati dal centrosinistra, che hanno concesso loro degli spazi. O a pregare polemicamente all´aperto, sollevando le dure reazioni dei sindaci-sceriffi". L'altro giorno hanno pregato sotto l'occhio vigile delle telecamere della rete satellitare Aljazeera, cosi tanto per far rimediare all'Italia l'ennesima figuraccia all'estero. Proteste pacifiche, portate avanti soprattutto dai giovani di Seconda Generazione, a cui va il mio più totale e incondizionato appoggio. Non è più accettabile, infatti, come scrive Guolo, che "La seconda confessione per numero di fedeli in Italia – un milione e trecento mila persone , numeri destinati a crescere – , " rimanga "senza tutele a causa della mancanza di un´intesa con lo Stato e di una legge sulla libertà religiosa, sempre più lontane in questa legislatura ostaggio del Carroccio, incontra, così, seri ostacoli all´esercizio del culto. Con una serie di conseguenze destinate a generare tensioni". (Vai alla Sesta Puntata)