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lunedì 22 settembre 2008

Turismo di razza

Dopo la tappa italiana, una banda di fascionazisti itineranti ha tentato di manifestare contro "l'islamizzazione dell'Europa" e la costruzione di una moschea a Colonia. Evidentemente pensavano di essere ancora in Italia, dove non appena viene annunciata una manifestazione anti-moschea, centinaia di abitanti bavosi accorrono per organizzare maialate sul terreno destinato ad accogliere il luogo di culto e "per raccogliere le firme contrarie". Maialate (e centinaia di firme) che, puntualmente, spingono i sindaci di Sinistra a gareggiare con quelli della Lega nella chiusura dei luoghi di culto islamici. Ebbene, a Colonia è andata in un modo leggermente (per usare un eufemismo) diverso: tanto per incominciare è stato il sindaco democristiano ad invocare una grande manifestazione anti-razzista. Poi, da tutta la Germania, sono arrivate migliaia e migliaia di persone, decise a difendere la reputazione multietnica del paese. Un'intera città si è trovata cosi sul piede di guerra, con sit-in, cortei, blocchi stradali tanto da costringere gli aspiranti manifestanti anti-islamici a riunirsi prima su un battello (raggiunto comunque dalle sassate) e poi a rinunciare ad arrivare alla piazza dove avrebbero dovuto tenere il loro comizio (la piazza era rimasta isolata fin quando le autorità non hanno deciso di sospendere tutto per ragioni di sicurezza). L'unico che è riuscito, grazie alla scorta, ad arrivare sul luogo predestinato era l'eurodeputato leghista Mario Borghezio. Il quale non ha fatto in tempo a dire due parole che già gli avevano tolto l'audio invitandolo gentilmente a scendere dal palco. La figuraccia è stata talmente colossale che perfino Bossi ha stigmatizzato l'operato del suo rumoroso eurodeputato: «Non tutti gli inviti vanno accettati. Io sono un segretario liberale e lascio la libertà ad ognuno di ragionare con la propria testa. Io non ci sarei andato». A dire la verità, qualcuno aveva provato ad impedire a Borghezio di ragionare con la sua, di testa. Walter Veltroni aveva infatti chiesto al Premier di impedire ad un membro della sua maggioranza di partecipare ad un convegno "apertamente razzista e antidemocratico". Perché alla manifestazione dei democratici, invece, erano presenti anche politici dell'opposizione italiana: c'erano Laura Garavini, eletta deputato nelle liste europee del Pd, Eugenio Marino, responsabile pd per l'emigrazione italiana, e Rossella Benati della comunità italiana di Colonia. Una rappresentanza che ci piacerebbe vedere manifestare in Italia, e non all'estero dove non c'è bisogno. Prima che l'Italia diventi la meta preferita per i raduni razzisti di tutta Europa. O forse è proprio questo tipo di turismo che si vuole incentivare per assorbire gli insegnanti precari dopo la prossima riforma scolastica?