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giovedì 23 ottobre 2008

Paolo Branca sulle "classi ponte"

Ricevo, condivido e ovviamente pubblico volentieri dall'amico Paolo Branca*:

"Qualche anno fa, quando venne ipotizzato di istituire una classe ‘ponte’ per un gruppo di alunni provenienti da una scuola araba per favorire il loro graduale inserimento in quella pubblica si scatenò una furibonda polemica che vide anche alcuni bei nomi e anime altrettanto belle stracciarsi le vesti per il patente vulnus alla Costituzione. La quale, si sa, ha da essere sana e robusta persino per iscriversi a un corso di danza o di nuoto. Qalcuno gridò allo scandalo scandendo il goliardico slogan “scuola padana mai musulmana”. Tardivamente rinsaviti, gli stessi propongono oggi classi separate per gli stranieri. Il tema è senza dubbio delicato e complesso, ma dire tutto e il contrario di tutto in proposito, e a breve distanza, desta legittimi dubbi a proposito di seri problemi d’amnesia… Un movimeno politico, per di più con alte cariche nel governo della Repubblica, che non prova alcun bisogno di prendere almeno le distanze dalle intemperanze scanzonate dei suoi celoduristi supporter capaci di concepire ed esibire cartelloni su cui sta scritto “useremo il Corano per pulirci il c…” con che faccia (appunto) può pretendere di intervenire credibilmente a riguardo, adducendo a motivazione delle misure suggerite una migliore integrazione? Il candore evanglico ricorda che sempre “la bocca parla dell’abbondanza del cuore”… organo che si suppone meno rigido di altre parti anatomiche (salvo temporanee e, ahimé, reversibili eccezioni) alle quali sarebbe meglio non collegare gli apparati fonatori. Se proprio non se ne può fare a meno, si conti prima almeno fino al fatidico 10 (sempre che l’aritmetica sia stata appresa, non c’è bisogno di dirlo, in classi etnicamente omogenee)".

* Docente di Lingua Araba presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E' stato relatore in numerosi incontri e seminari di studio sull'Islam presso varie istituzioni tra le quali la Pontificia Universitas Urbaniana, Institut du Monde Arabe di Parigi, ecc. Una delle più recenti e significative collaborazioni è stata quella con il centro Oasis, promosso dal Cardinal Scola, del quale fa parte da tre anni, partecipando a vari incontri e pubblicando anche sull'omonima rivista articoli nei quali ha cercato di illustrare la pluralità delle posizioni presenti nel mondo musulmano. Altrettanto significativa ed encomiabile è la nascita di Yalla Italia, un mensile allegato al settimanale Vita curato direttamente da un gruppo di figli di immigrati arabi, in gran parte studenti universitari, che fanno capo all'esperienza di integrazione avviata negli scorsi anni nelle scuole di Milano proprio dall'equipe del professor Branca. Autore di più di 300 titoli, fra cui si segnalano solo i più recenti, intitolati: I musulmani (Ed. Il Mulino, 2000), Il Corano (Ed. il Mulino. 2001), Moschee inquiete. Tradizionalisti, innovatori, fondamentalisti nella cultura islamica (Ed, il Mulino 2003) e, l’ultimo, dal titolo “Yalla Italia! Le vere sfide dell'integrazione di arabi e musulmani nel nostro paese” (Ed. Lavoro, 2007)