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domenica 5 ottobre 2008

Varietà

Amina Sheikh Said, una donna somala di 51 anni, sposata con l'italiano Luigi Mancuso, cittadina italiana, è stata «umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino». A denunciare il fatto è l'associazione Antigone.(...) Accanto ad Amina, suo marito Luigi Mancuso, un giurista islamico che a Roma lavora nella Polizia Tributaria. Abdul Rahim Omar è il nome arabo dell'uomo di origine tunisina perché figlio di padre arabo. L'uomo, che all'aeroporto di Ciampino quel 21 luglio ha assistito a parte dell'episodio, ha raccontato di aver udito distintamente una delle tre donne che cercavano di perquisire la moglie dire: «Questa negra è pazza, se non fa quello che dico io la mando al centro per l'igiene mentale». Amina ha invece riferito di essere stata brutalmente offesa mentre cercava di opporsi alla perquisizione corporea. «Pazza negra ora ti meniamo, mi hanno detto» e ancora «te la faremo pagare». (...) È una clamorosa montatura, fatta anche dalla stampa, che non c’entra nulla col razzismo e non c’entra nulla con la prevaricazione della Polizia. Anzi - ha spiegato Maroni - direi che è tutto il contrario. La Polizia, infatti - sottolinea il titolare del Viminale - ha applicato con rigore la legge. Per questo motivo è stata presentata una querela contro questa signora, alla quale io aggiungerò una richiesta di danni, costituendomi, come ministero, parte civile. Non si può permettere - continua Maroni - che si infanghi la Polizia accusandola di comportamenti razzisti. Ed è veramente incredibile che i giornali - ha sottolineato anche il ministro leghista - diano credito a queste affermazioni senza nemmeno riportare correttamente ciò che è stata l’azione della polizia».La decisione di Maroni è stata accolta con soddisfazione dal Sap, il sindacato autonomo di polizia. Nel frattempo la denuncia di Amina tiene banco nel dibattito politico. Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, invita a fare attenzione alle campagne montate sulle menzogne, come quella sul razzismo. "Fa bene il Viminale a reagire alla somala che probabilmente mente attaccando la polizia. Tra la sua parola e quella degli agenti non ho dubbio a credere alla seconda". (Il Corriere)

«Ci hanno massacrato di botte, sempre quei ragazzi, gli stessi che da un anno entrano nel nostro negozio e ci insultano perchè siamo cinesi e dobbiamo imparà a parlà l’italiano. Come ogni giorno sono arrivati al negozio per fare casino, rubarci i profumi, solo che stavolta io e mio zio ci siamo rifiutati di farli entrare e per punizione quelli ci hanno picchiato con una furia incredibile». Marco ha 17 anni, viene dalla provincia di Shangai. Martedì pomeriggio, un giorno prima che un suo connazionale venisse picchiato in via Cambellotti, è stato aggredito dentro al negozio di casalinghi a Tor Bella Monaca dove aiuta i suoi zii, da un gang di bulli «dagli undici ai sedici anni», che l’hanno preso a pugni e schiaffi. E alla fine i carabinieri intervenuti sul posto si sono anche ritrovati con le gomme delle auto bucate proprio dalle famiglie dei bulli. (Il Messaggero)

Un ragazzo cinese di 25 anni è finito al policlinico di Tor Vergata, a Roma, dopo essere stato accerchiato e picchiato a sangue da un gruppo di ragazzi, sette minorenni italiani in viale Duilio Cambellotti davanti al teatro di Tor Bella Monaca. L'immigrato, 36 anni, stava aspettando l'autobus quando il gruppo di ragazzini ha cominciato ad infierire prima a parole poi picchiandolo. Ad aggredirlo sarebbero stati gli stessi minorenni che nei giorni scorsi hanno assalito due uomini originari della Costa d'Avorio, di 30 e 24 anni e verso i quali avevano rivolto frasi razziste come "sporchi negri!". E, ancora, da una decina di giorni la baby gang si diverte a frantumare i finestrini delle autovetture di impiegati del Municipio VIII e dei vigili urbani dell'VIII Gruppo. Il giovane cinese ha il naso rotto e una profonda ferita alla testa. Il primo referto medico parla di un grave trauma cranico, il setto nasale rotto, una ferita lacero contusa profonda sulla testa e tagli al volto che saranno medicati con punti di sutura. E' l'ennesima aggressione a sfondo razziale in pochi giorni. (Affari Italiani)

Sarà operato all’occhio Emmanuel Bonsu, il ghanese di 22 anni che ha accusato i vigili di Parma di averlo picchiato e insultato. La ferita, infatti, sarebbe peggiorata tanto da causare, oltre ad un dolore molto forte nella parte sinistra del volto, problemi di equilibrio. Il giovane è stato ricoverato all'ospedale Maggiore di Parma dove sarà sottoposto a un intervento chirurgico nel reparto di chirurgia maxillo-facciale. Inoltre, uno dei due vigili accusati è già noto alle forze dell'ordine per un evento simile. nel settembre del 2007 fu querelato per lesioni dopo una lite degenerata in scontro fisico. (Fonte)

Scritte xenofobe a Sesto San Giovanni.
A Sesto San Giovanni, nell'hinterland di Milano, davanti ai ruderi dell'industria Falck dove dieci giorni fa è morto carbonizzato nella sua baracca un ragazzino romeno, qualcuno ha scritto frasi razziste. "Frasi indegne", ha tuonato il sindaco della città. Sono state tracciate sui muri delle case di via Trento, proprio dove il quattordicenne romeno è morto bruciato. "Frasi contrarie alla tradizione della nostra gente e alla sua storia di accoglienza". (Repubblica)