Notizie

Loading...

lunedì 3 novembre 2008

Mi hanno preso gli Americani (VI)

Mi hanno preso gli Americani (I)
Mi hanno preso gli Americani (II)
Mi hanno preso gli Americani (III)
Mi hanno preso gli Americani (IV)
Mi hanno preso gli Americani (V)

A pochi giorni dalle elezioni statunitensi, riprendo la serie relativa al mio viaggio negli Stati Uniti su invito del Dipartimento di Stato. Avevo sospeso la serie dopo l'omicidio di Abdul, un ragazzo italiano di origine africana abbattuto a Milano al grido di "Sporco negro". Pensavo di riprendere subito dopo, ma il tragico fatto - nonostante non abbia niente a che fare con il razzismo (tranquilli: lo dice la magistratura) - ha dato miracolosamente il "via mediatico" all' "emergenza razzismo": la strage di sei immigrati a Castelvolturno (tranquilli: non c'è aggravante razzista, lo dicono gli abitanti di Castelvolturno al grido di "Via gli immigrati") e la conseguente rivolta degli immigrati africani al grido di "Italiani bastardi, italiani di merda", la Waterloo dei neonazisti - fra cui alcuni italiani - che volevano manifestare contro la costruzione di una moschea a Colonia (tranquilli: non c'è aggravante razzista, lo dicono i neonazisti che sono andati a manifestare), il linciaggio degli immigrati che manifestavano contro il razzismo in un quartiere di Napoli, (tranquilli: non c'è aggravante razzista, lo dicono gli abitanti che hanno linciato gli immigrati) , le botte al giovane ghanese scambiato per pusher e poi rilasciato con una busta recante la scritta "Emanuel Negro" (tranquilli: non c'è aggravante razzista, lo dicono le forze dell'ordine), il pestaggio di una ragazza marocchina che non aveva lasciato il posto "agli italiani" (tranquilli: non c'è aggravante razzista, lo dicono gli inquirenti) e via di questo passo.

A questo punto mi sono reso conto che se dovessi aspettare con ottimismo l'esaurimento degli episodi a sfondo razzista (ma che non hanno nemmeno lontanamente l'odore del razzismo, ecchecavolo) che si verificano in Italia per concludere la serie, probabilmente avrei aspettato ancora a lungo. Soprattutto in questo periodo in cui i riflettori dei media sono puntati sull'"emergenza razzismo" (che non c'è, ci mancherebbe altro), passata la quale si tornerà ovviamente ad affermare che l'Italia è un paese immune da questo odioso fenomeno e che gli italiani sono tutti - ma proprio tutti, incluso l'ultimo manifestante con cartello recante lo slogan "Fuori i musulmani dalle balle", inclusi quelli che piazzano le molotov fuori dai loro luoghi di culto - bravi, belli, buoni, ospitali, caritatevoli (e in effetti gli episodi razzisti non hanno nulla a che vedere con il razzismo). Ci sono immigrati che vengono insultati o picchiati per strada? Che lavorano a 5 euro l'ora mentre di affitto ne pagano 600 a testa in una stanza per dieci? Elementare Watson: "Lui non razzista. Zono Io che zono negro". Si sa benissimo come vanno le cose in Italia: ogni tanto si scopre qualche "emergenza" e i media non fanno altro che dedicare paginate al tema. Per giorni e giorni. Fin quando l'argomento non perde smalto. Normalmente le emergenze, quando toccano il tema "immigrazione" sono legate ai problemi che la presenza degli stranieri comporterebbe: l'emergenza Rom, l'emergenza Cinesi, l'emergenza Clandestini. Quasi mai a ciò che gli stranieri subiscono. Ben venga quindi, ogni tanto, un'ondata mediatica dedicata al "razzismo".

L'ondata ha almeno il pregio di dimostrare pubblicamente quanti gravissimi episodi a sfondo discriminatorio possono verificarsi in un brevissimo lasso di tempo. Ma non facciamoci illusioni: esaurita la moda (e infatti ora è l'emergenza Scuola), gli episodi razzisti - che ci sono sempre stati e che ci saranno ancora - saranno affidati alle denunce delle associazioni di volontariato o, nella migliore degli ipotesi, ai soliti trafiletti nelle ultime pagine delle cronache locali. E ovviamente a questo blog. Anzi, non è da escludere che anche chi denuncia gli episodi razzisti finisca per essere a sua volta denunciato, per "resistenza a pubblico ufficiale" o per "diffamazione" (ancor prima che la magistratura si pronunci sulla fondatezza delle accuse) o - come minacciano periodicamente alcuni anonimi lettori di questo blog - per aver "attentato all'immagine dell'Italia".S intomi concreti dei tempi difficili che ci aspettano. La crisi finanziaria, le cui conseguenze si vedranno nei prossimi anni, creerà centiniaia di migliaia se non milioni di disoccupati e senzatetto. I tagli che il governo sta predisponendo porteranno al collasso delle principali infrastrutture, università e scuola in primis. In questo clima, c'è un unico capro espiatorio da indicare alle folle inferocite: gli extracomunitari. Ed è proprio in previsione di questa tragedia che si deve agire. Ecco quindi confermato che urge il Piano per la Rinascita Multietnica dell'Italia a cui accennavo negli epidosi precedenti. (Vai alla settima puntata)