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domenica 23 novembre 2008

Una Ferrovia per Auschwitz

Ieri si è parlato dei controllori e di razzismo sugli autobus. Non vorrei che le aziende dei trasporti metropolitani e i passeggeri dei pullman si sentano discriminati, quindi oggi propongo una raccolta analoga che coinvolge le Ferrovie.

Un capotreno delle Ferrovie dello Stato, in servizio sul treno espresso 1920 Palermo-Milano, ha aggredito, insultato con frasi a sfondo razzista e ferito una passeggera cittadina del Ghana, regolarmente in Italia, residente a Palermo e diretta a Parma. 'uomo, alla fermata di Reggio Emilia, aveva cominciato ad insultare la donna perché con le valigie occupava lo spazio adiacente alle porte di ingresso. Poi, dopo averle chiesto il biglietto e visto che doveva scendere a Parma, le ha scaraventato una borsa giù dal treno fermo sul binario. Recuperata la valigia, la donna è comunque riuscita a risaliresul convoglio, appena in tempo prima che ripartisse verso Parma. A quel punto il capotreno le ha prima strappato di mano il biglietto, poi l'ha schiaffeggiata, strattonata ed insultata con fasi a sfondo razzista. 'Sporca negra'', ''schifosi, tornate in Africa'', ''Berlusconi finalmente vi rimanderà tutti a casa''. Sono questi gli insulti che, secondo le testimonianze raccolte dagli agenti della Polizia Ferroviaria, il capotreno avrebbe più volte ripetuto alla cittadina ghanese. La donna, residente a Palermo, stava raggiungendo Parma per fare visita ad alcuni amici e, dopo alcuni giorni, è ritornata in Sicilia. Nella colluttazione con il capotreno la donna ha anche riportato una ferita a una caviglia, ma non ha fatto ricorso alle cure dei medici. Una volta arrivati a Parma la donna, in vidente stato di choc, è scesa dal treno e si è trovata di fronte gli agenti della Polfer.

La Repubblica riferisce che "Confrontate le versioni del dipendente Fs (che cercava di attribuire le responsabilità alla passeggera) e della donna, gli agenti si sono insospettiti e sono risaliti ai nomi delle altre persone presenti sul convoglio per raccogliere nuove testimonianze. Queste hanno confermato la versione della vittima e alla fine è scattata la denuncia".

Pensava di farla franca un capotreno che ha preteso una prestazione sessuale da una passeggera scoperta a viaggiare su un treno senza biglietto. Invece il 53enne di origine campana, ma residente a Milano, è stato denunciato dalla Polfer è sospeso dal lavoro in via cautelativa da Trenitalia. Il fatto è successo lo scorso 21 agosto. La donna, una ragazza nigeriana di 27 anni regolare in Italia, stava viaggiando sul convoglio 9417, un Eurostar Milano-Lecce, quando nella tarda mattinata - transitando nella zona di Reggio Emilia - è incappata nel controllo del biglietto. Il dipendente di Trenitalia, quando ha capito che la giovane non aveva il tagliando, ha spiegato alla donna che se voleva evitare le conseguenze del mancato pagamento del biglietto poteva appartarsi con lui per una prestazione sessuale.

Leggi
sul Corriere (episodio già riferito su questo blog)

Sono un genitore adottivo. Come me, molte famiglie hanno figli di colore diverso dagli altri bambini italiani. Per dirla senza tanti giri di parole: "sono negri". O anche cinesi, marocchini, zingari... Tanto, ormai, li picchiano tutti, senza distinzioni. Come genitore ho paura. Stiamo crescendo questi nostri figli in una famiglia italiana, pur rispettando le loro origini e le loro storie. Non vorrei che, una volta superato il trauma dell'abbandono subìto da bambini e, finalmente, integrati in società, si trovassero a essere fermati da qualche vigile urbano o da qualche naziskin, che li pestano dicendogli di tornare al loro Paese. Mi scusi la crudezza del titolo della e-mail che le ho inviato: "i nostri figli negri", ma non ne posso più davvero. Non ce la faccio più a sentire, ogni giorno, insulti e parolacce, o ad assistere alle aggressioni di chi sfoga la propria frustrazione su chi ha la pelle di colore diverso, giustificandosi col dire che non si tratta di razzismo. Ma come dovremmo definire il gesto di chi rincorre (per il furto di due biscotti) uno straniero, sprangandolo a morte e gridandogli "sporco negro"? Sono frustrato dal fatto che, mentre tra noi famiglie adottive (in riunioni o su Internet), ci diciamo quanto sia bello accogliere un bambino straniero, sul treno un signore, accanto a me, spiegava a un suo amico: "è meglio che in America non venga eletto Obama, se no anche i negri che abbiamo in Italia si monteranno la testa". (...) E magari riflettere sul caso di una nostra conoscente, figlia di diplomatici africani, che su un treno (ma che gente viaggia sui treni?) si è vista allungare un biglietto da 50 euro da un distinto signore italiano. Indovinate con quale motivazione!

Sul sito di Famiglia Cristiana si può leggere il resto.

Stamattina sono salita sul treno, ho acceso il portatile e mi sono messa tranquillamente a smanettare. Ad un certo punto un distinto signore che stava seduto di fronte a me ha attirato la mia attenzione, e mi ha detto: "Mi sa che io e lei siamo gli unici bianchi in questo scompartimento". Mi sono guardata intorno ed ho notato che, effettivamente, tutti i passeggeri nei paraggi erano africani vestiti in modo pittoresco, ma non ho fatto una piega. Il signore mi ha sussurrato: "Io vado a cercare posto da un'altra parte... Lei faccia come crede!". Gli ho fatto un cenno di saluto ed ho continuato a fare quello che stavo facendo, senza spostarmi di un millimetro. Sono ormai abituata a viaggiare in treno circondata da persone dalla pelle nera, e devo ammettere che le prime volte mi sentivo un po' a disagio, ma poi ho concluso che non può realisticamente succedermi nulla di male se rimango vigile (del resto, nella mia più che decennale carriera di finanziatrice delle Ferrovie dello Stato, non mi è mai capitato di addormentarmi involontariamente in treno); in caso contrario... beh, magari si rischia di essere derubati dalle persone più insospettabili! La presenza di viaggiatori di colore non mi ha mai creato alcun problema, se si eccettua il baccano che tendono a fare quando sono in gruppo.

Dal Blog La Curiosona