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venerdì 19 dicembre 2008

Allam? Inquietante figuro, mediocrissimo scriba

di Angelo d'Orsi, Micromega

Dunque, pochi giorni fa un signore che qualche mese prima, tra squilli di trombe e rulli di tamburo, aveva “abbracciato il Cristo”, tanto da assumere un secondo prenome magari poco fantasioso ma sufficientemente mediatico, “Cristiano”, ha annunciato di aver fondato nientemeno un partito politico. Che cosa? Avete letto benissimo. Nell’Italia che, stando ai media di regime, invoca il maggioritario, in un sistema politico governato da due gentiluomini, Silvio e Walter, che si danno da fare per “elidere le estreme” (vogliono forse “elidere” semplicemente il dissenso?), procedendo a una “semplificazione del quadro elettorale”, nell’Italia dei “partiti e partitini”, il signor Magdi Allam – di lui, stiamo discorrendo – ne mette su un altro. E almeno una buona notizia ce l’ha fornita. Ossia, la sua fuoruscita dal quotidiano di via Solferino, dove addirittura, era “vicedirettore ad personam”. E da quelle pagine, trasformate in trampolino di lancio, prima e dopo la sua “conversione”, scenograficamente tradotta in evento televisivo nella notte di Pasqua, seguita da un instant book dal titolo che non saprei se definire più grottesco o comico: "Grazie, Gesù". Non escludo che l’autore ci comunichi presto che il dedicatario non si sia limitato a replicare con un Prego, Magdi, ma gli sia comparso in sogno ingiungendogli: tu fonderai un partito, e su di esso noi costruiremo un mondo che sappia "Vincere la paura" (così il titolo di altra mirabile opera del nostro). E, sempre nel racconto che presto, in campagna elettorale, Magdi Cristiano ci servirà, il buon Gesù, ricordandosi della propria origine semitica, inviterà il suo popolo a gridare in coro, due volte al giorno, insieme con le preghiere cattolicissime, antisemitismo incluso, riportate in auge da questo papa, Viva Israele (altro titolo alla-r-mistico). Non mi soffermo sul poco originale programma di questo nuovo aspirante leader che in sintesi si riduce al solito trittico Dio/Patria/Famiglia, con una vera ossessione di sottofondo: sconfiggere l’Islam radicale, che per Allam, convertito-pentito, è tutto l’Islam, fatto di alcune centinaia di milioni di Bin Laden. L’ultimo, annunciato impegno di questo islamo-cristianizzato, è insegnare agli italiani ad amare il loro Paese, ma a modo suo (Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano?, recita con improntitudine un altro titolo del nostro). Ma chissà chi gli ha detto che gli italiani aspettano di essere suoi alunni. Chissà chi gli ha lasciato credere che il terrorismo si sconfigge con le ricette che egli ci ha propinato per anni sul Corriere. Chissà quale autorità superna gli ha confidato che Cristianesimo ed Ebraismo sono buoni, e l’Islamismo è cattivo. E chissà, infine, chi lo ha consigliato nella decisione di dar via al suo partito: che si chiama, e non è uno scherzo, “Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana”. E qui la congiunzione con il prof. Pera (un altro dei peccati capitali dell’accademia italiana, accanto al prof. Brunetta), è evidente: entrambi sotto la paterna ala proteggitrice di Benedetto XVI, dalle cui mani di “Vicario di Cristo” Magdi si vanta, nel testo con cui ha annunciato il parto partitico, di aver ricevuto il battesimo. Ne consegue, manco a dirsi, che il partito è non soltanto “una scelta personale”, ma “un dono del Signore”. Del resto, nella sua biografia autografa, Magdi-Cristiano racconta che sin dalla più tenera età, grazie “a un’opportunità” offertagli sempre “dalla Divina Provvidenza” (a quanto pare c’è una vera joint venture fra l’Allam e l’Altissimo, quale che sia il suo nome), egli frequentò scuole religiose cattoliche, pur essendo islamico, nel natio Egitto. E lì capì, precocemente, che la politica era il suo destino: e che il suo dovere era lottare contro il “mostro ideologico di odio, violenza e morte” che è in sostanza l’Islam. Poi, giunto, ahinoi, in Italia, nei primi anni Settanta, sperimentò un nuovo mostro, il “comunismo internazionalista e terzomondista”, che – attenzione! – “cominciò a picconare dall’interno i pilastri della civiltà cristiana”. Ma non basta: nell’apocalittica visione di Allam, lo “sgretolamento” della “civiltà giudaico-cristiana” sarebbe addirittura proseguita con “il dilagare in seno all’insieme della società laica e liberale, persino in seno alla società cattolica e alla stessa Chiesa, di una profonda crisi dei valori e dell’identità”. Ecco, quando gli studiosi delle idee e della mentalità, domani, vorranno cercare un idealtipo di pensiero reazionario, autentica fucina di terrore, troveranno nell’opera di questo inquietante figuro materiale adattissimo. Egli non solo ha raccolto il testimone lasciato dall’ultima Oriana Fallaci, con le sue sguaiate invettive contro l’Occidente che non sapeva difendersi come avrebbe dovuto, sgominando i suoi “nemici”, ma è andato molto oltre. Per anni, il Magdi ha condotto, tra Corriere e il suo sito web, una campagna contro ogni voce intellettuale che proponga un pensiero critico, contro ogni forma di dissenso dal nuovo papismo, contro qualsivoglia contestazione, nei riguardi del nuovo pensiero dominante, emanando liste di proscrizione, spingendosi addirittura a invocare, sinistramente, “una bonifica della cultura”, cominciando dai “cattivi maestri” che operano nelle scuole e nelle università. E (questo è il monito che lanciava prima delle elezioni), chiedendo contro di loro sanzioni “non solo a carattere amministrativo”. Ancora una volta, risponderemo: eccoli, i cattivi maestri sono qui. E continueranno, fino a che le sanzioni invocate dai piccoli allam non saranno tradotte in atto. Che ci aspetta? L’ostracismo soddisferà il Grande Accusatore? O non sarà sufficiente. Aspettiamo a piè fermo. Ma, per ora, la domanda finale, in attesa degli anatemi allamiani, è rivolta al Corriere. Come, un tale mediocrissimo scriba che intinge la penna nell’odio, i cui argomenti sono ingiurie criminalizzanti e banalità stupefacenti, all’insegna di un manicheismo penoso, ha potuto crearsi uno spazio simile di manovra? Nell’inconscienza della direzione? Nella sottovalutazione della direzione? Nell’indifferenza della direzione? O in un calcolo della direzione? Ma quale calcolo? Nessuno ci risponderà. E allora, tornando da Allam a Vulpio, mi si lasci fare un’ennesima domanda che non aspette risposte: Che sta accadendo in quel giornale?