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lunedì 15 dicembre 2008

Complimenti, Ministro Maroni

Voglio esprimere il mio apprezzamento per l'operato del Ministro Maroni in merito alla cosiddetta "Questione islamica" in Italia. Tranquilli, non mi sono "allamizzato" né sono in procinto di farlo: dò semplicemente al Ministro ciò che è del Ministro. E' un dato di fatto che Maroni non si è mai espresso nei termini triviali in cui eccellono altri suoi colleghi di partito, quando in ballo sono gli immigrati in generale o i musulmani in particolare. O almeno non mi risulta che l'abbia mai fatto. Ma al di là di questo, bisogna dargli atto dell'esemplare gestione della vicenda di Mourad Trabelsi, ex imam della moschea di Cremona. Trabelsi aveva scontato una condanna di sette anni per terrorismo internazionale di matrice islamica ed era tornato in libertà solo da pochi giorni. Come pena accessoria aveva avuto l'espulsione verso il suo paese, la Tunisia, dove era già stato condannato per 20 anni (ancora per terrorismo). Trabelsi aveva fatto ricorso alla Corte europea di Strasburgo contro l'espulsione dall'Italia perchè in Tunisia, sostenne il suo avvocato, avrebbe rischiato la tortura. La Corte europea aveva sospeso l'espulsione e, pur negando al tunisino lo status di protezione sussidiaria perché non si può concedere ai condannati per terrorismo, aveva raccomandato la concessione di un permesso temporaneo. Lo stesso avvocato si appellò ai giudici in Italia: "I giudici possano ritenere attenuata la sua pericolosità sociale e non ordinare l'espulsione disposta, a fine pena, già dalla Corte d'Assise di Cremona". I giudici invece sono stati di tutt'altro avviso confermando la pericolosità di Trabelsi. Il 3 dicembre, Maroni annuncia di aver firmato l'espulsione dell'ex imam per motivi di sicurezza "dopo che il giudice di Pavia aveva confermato la pericolosità sociale di Trabelsi". Fine della storia, anche se l'avvocato vorrebbe citare Maroni per "abuso d'ufficio". Credo che non servano ulteriori commenti per capire la linearità e trasparenza dell'operato del Ministro: un soggetto già condannato dalla giustizia (anche all'espulsione), che ha scontato la sua pena in Italia, che ha avuto modo di rimanere nel paese mentre veniva valutato il suo ricorso alla Corte europea, che è riuscito ad ottenere da quest'ultima solo una generica raccomandazione per un permesso temporaneo e che è stato giudicato tuttora pericoloso dalla giustizia italiana - per non parlare del fatto che è già stato condannato nel suo paese di origine - è stato espulso. Anche un adolescente con i brufoli può capire la differenza rispetto a quanto è accaduto con altri Imam, frettolosamente condannati all'espulsione con decreti amministrativi firmati nel giro di una notte o di qualche mese, magari dopo una trasmissione televisiva o un articolo delatorio. Niente processo, niente prove, niente condanne (tanto meno all'espulsione), niente ricorsi alla Corte europea (anzi, a volte facendo in fretta e furia proprio per evitarli), e - una volta tornati nel loro paese di origine - scopriamo anche che questi signori non avevano né precedenti né conti in sospeso: anzi, non vengono neanche trattenuti per un controllino veloce, non sia mai che siano riusciti a nascondere qualcosa. Neanche qualche ora di carcere. Nulla. Solo formalità di ingresso e un tè alla menta. Prova che persino gli spietatissimi servizi di sicurezza dei loro paesi li ritengono innocenti. Non mi capacito di come facciano i detrattori di questo blog a non comprendere l'elementare differenza che distingue il caso di Trabelsi dagli altri. E a non capire che il sottoscritto non ha nulla contro le espulsioni fatte con tutti i crismi, e quelle invece di cui non si capiscono le motivazioni se non leggendo o guardando qualche fantasioso contributo dei media. Ma c'è un altro motivo per cui apprezzo l'operato del Ministro Maroni: dal giorno in cui si è insediato, non ha convocato la cosiddetta Consulta islamica. Molti sanno della mia particolare avversione a questo organo di cui non è chiara né l'utilità né tantomeno il contributo. D'altronde ho iniziato a scrivere sul Manifesto proprio per contrastare questo ridicolo progetto - frutto della fervida immaginazione di Magdi Allam - che voleva accreditare un gruppetto di prescelti nominati a mezzo stampa come rappresentanti dell'Islam in Italia. Nonostante tutto il rispetto e la stima che serbo a parecchi dei suoi membri, il mio giudizio negativo che ho nei confronti di quella Consulta rimane. Soprattutto dopo che l'abbiamo vista all'opera, con tanto di liti, veti e sceneggiate e nessun risultato concreto tranne (se così si può dire) quella carta dei valori di cui sinceramente non so cosa farne. Complimenti, quindi, Ministro Maroni. E - mi raccomando - non convochi quella Consulta.