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giovedì 4 dicembre 2008

Crisi mistiche sull'Opinione

Nota del sottoscritto: incredibile ma vero. Persino su un quotidiano come l'Opinione prendono per i fondelli Magdi "Cristiano" e il suo partito "Cristiano".

Allora è vizio! Non bastava la lista dei più papisti del Papa presentata alle ultime elezioni da Giuliano Ferrara! Adesso ci si mette anche Magdi Cristiano Allam che, scontento ed insoddisfatto di come i cattolici italiani stiano difendendo i valori della loro religione, ha deciso di dare vita ad un proprio partito dal titolo significativo: Protagonisti per l’Europa Cristiana. La faccenda, con tutte la stima che si può avere per Allam, è decisamente preoccupante. Perché mette in evidenza un fenomeno buffo ma anche inquietante che si va verificando da qualche tempo nel nostro paese. Quello secondo cui le crisi mistiche e le conversioni non possono essere più un fatto privato, riservato, intimo ma talmente pubblico ed eclatante da richiedere la presentazione di una lista alle elezioni, la formazione di un nuovo partito o peggio. L'Opinione, Edizione 261 del 03-12-2008

“Protagonisti per l’Europa Cristiana”, un disegno illiberale e pericoloso
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di Alessandro Litta Modignani, L'Opinione

La notizia, in sé, potrebbe sembrare trascurabile. Magdi Cristiano Allam lascia il giornalismo ed entra in politica, fondando un nuovo partito di ispirazione schiettamente religiosa. La lettura del manifesto dei “Protagonisti per l’Europa cristiana” è estremamente istruttiva, persino illuminante in alcuni passaggi. Il testo rappresenta un autentico concentrato del pensiero cattolico-integralista e illiberale, cioè di quella cultura che punta a sostituire lo Stato moderno, laico e di diritto, con uno Stato etico di tipo confessionale. Nel testo si sprecano le maiuscole, neanche fosse scritto in tedesco: Fede, Verità, Valori, Civiltà, poi ancora Testimoni, Costruttori, Protagonisti e via delirando. La denominazione stessa scelta per il movimento testimonia dell’estremismo del progetto. Perciò è giusto chiedersi: questa minaccia diretta alla libertà degli individui è reale, oppure è soltanto il velleitarismo di un esaltato? Esistono possibilità concrete che Allam riesca a costruire il suo partito, trovando spazio, alleanze e consensi? La risposta spontanea - no, sarà il solito buco nell’acqua ed è persino inutile parlarne e fargli pubblicità - non è poi così scontata. Nel paese in cui ha sede il Vaticano, qualsiasi progetto politico-religioso, che prescinda dalle intenzioni delle gerarchie ecclesiastiche, è destinato a non fare molta strada. Dunque molto dipenderà dall’atteggiamento della Cei. Nel marzo scorso il Vaticano scelse di spettacolarizzare al massimo la conversione di Allam al cristianesimo, facendolo battezzare a Roma dal Papa in persona, nel giorno di Pasqua. E’ difficile pensare che queste due operazioni politiche – lo show di allora e il partito di oggi – non fossero già collegate e preparate da tempo. L’appoggio annunciato da parte di monsignor Fisichella al nuovo partito lascia intendere che esso parte con la “benedizione” di un potentissimo sponsor.

E’ noto, del resto, che le gerarchie sono sempre più irritate dall’atteggiamento neutrale di Silvio Berlusconi sui temi cosiddetti “eticamente sensibili”, da ultimo sul caso Englaro. Avere definito il PdL “anarchico” sul piano valoriale per i religiosi è una colpa imperdonabile, e infatti su questo Allam attacca apertamente il premier. Se la prende anche con Casini, reo di non volere l’abrogazione della legge 194 sull’aborto. Il fondamentalismo religioso è per sua natura fazioso, non ammette mediazioni di sorta: se la fede non è negoziabile, neppure il programma di un partito fideista può esserlo. Attraverso Allam, la corrente di Comunione e liberazione, pesantemente sconfitta al momento della formazione del governo, si accinge forse a esercitare il pressing su Silvio Berlusconi, per conquistare nuovo potere. Quale migliore occasione delle prossime elezioni europee, con tanto di proporzionale e preferenze, ma che comunque non possono compromettere l’equilibrio politico generale? Non a caso Maurizio Lupi, padrino di battesimo di Allam e aspirante ministro, è fra gli artefici dell’operazione. Pur in mancanza di riscontri ufficiali, è possibile immaginare che anche Roberto Formigoni, dopo aver acquisito benemerenze con il rifiuto opposto dalle strutture sanitarie lombarde a Beppino Englaro, potrebbe essere della partita – specie nel segreto dell’urna. Nessuno può dire con certezza se il disegno illiberale di Magdi Cristiano Allam abbia effettivamente speranze di successo, oppure se il personaggio andrà a infoltire la schiera dei “crociati falliti”, sulle orme di Marcello Pera e Giuliano Ferrara. Staremo a vedere. Intanto il personaggio annuncia i suoi primi obiettivi programmatici: no all’aborto, al divorzio, all’eutanasia e ai matrimoni gay. Un progetto troppo pericoloso perché lo si possa semplicemente snobbare, come pure meriterebbe.