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mercoledì 30 luglio 2008

Schedati a vita

Repubblica

Ayesh è due persone diverse a seconda di quale autorità lo giudichi. La città di Genova lo ha insignito del titolo di cittadino onorario per meriti di lavoro nel 2001. Lo Stato italiano si rifiuta di concedergli la cittadinanza, nonostante ormai ne abbia pieno diritto: vive in Italia regolarmente da ventiquattro anni e da sedici è sposato con una donna italiana, da cui ha avuto due figli. La ragione è che viene ritenuto un "pericolo per la Repubblica". Le carte lo definiscono un "sospetto simpatizzante del Fronte di liberazione popolare palestinese (Fplp)". Un'accusa che oltre a essere piuttosto debole non è mai stata provata in sedici anni di ricorsi e soprattutto che nessuno si è mai degnato di motivare. Il suo non è un caso isolato. Nella sua condizione ci sono quasi tutti gli immigrati dalla Terra Santa negli anni '80, quando essere palestinese significava essere schedato in maniera preventiva. Le clienti affollano il suo negozio di parrucchiere a Quarto, quartiere residenziale di Genova. "Ho una fedina penale immacolata - dice in un italiano forbito Ayesh Abu Nahieh, 42 anni, originario di Gaza - ma quando uno ascolta una storia del genere finisce per avere il dubbio che ci sia qualcosa sotto". La prima domanda, presentata nel 1994, viene rifiutata: "ragioni inerenti alla sicurezza". Nessuna spiegazione. Segue un ricorso al Tar, la cui sentenza arriva dopo sette anni: "l'accusa" è di essere "un sospetto simpatizzante del Fplp, gruppo attestato su posizioni oltranziste rispetto all'Olp". L'ennesima bocciatura arriva con il Consiglio di Stato nel 2004, che aggiunge: l'Amministrazione ha diritto a non dare spiegazioni. "A parte che "essere simpatizzante" assomiglia a un reato di opinione - si sfoga lui - Ma non mi hanno mai mostrato uno straccio di prova. Sono stato quasi tentato di autodenunciarmi, paradossalmente potrebbe essere l'unico modo per provare la mia innocenza". Resta un mistero anche il perché lo Stato italiano si terrebbe sul suo territorio un "pericolo" per 25 anni. La cittadinanza onoraria, un riconoscimento che si dà alle persone che la città è fiera di ospitare, assegnatagli dall'ex sindaco Beppe Pericu nel 2001, è un po' una consolazione e un po' una beffa. Secondo il suo avvocato, Ayesh avrebbe più possibilità a presentare una seconda domanda, ma per lui ormai è una questione di principio: "Mi hanno rubato la vita, ora voglio una spiegazione, almeno delle scuse - dice - voi non capite cosa significa vivere come uno straniero, con la Digos che ogni tanto ti entra in casa". L'ultima volta nel 2001, poco prima del G8. Non hanno trovato nulla, come le altre volte. "Non ti dico lo shock per la bambina". Situazioni a cui nel tempo si è abituato. Nel 1989 due poliziotti lo perquisiscono mentre riaccompagna la fidanzatina italiana. Uno impugna una mitraglietta, lei si spaventa e lo lascia. Più di recente una macchina rimane per giorni posteggiata fuori dal negozio. Dopo poco uno "strano" furto: i ladri rubano un vecchio pc, lasciano 60mila euro di prodotti e si portano via due shampoo e due balsami. L'unica ad essersi interessata di lui fino ad ora è Milò Bertolotto, assessore alla Provincia del Pd, da sempre attiva per i diritti di immigrati, carcerati e donne: "E' una situazione kafkiana - dice Bertolotto - sto cercando di ottenere un'interpellanza parlamentare sul suo caso". Rimane ancora la Cassazione, ma le speranze sono poche. Ayesh è pronto a portare il suo caso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Ma è un obiettivo costoso, soprattutto dopo un calvario processuale di 14 anni. Per questo sta cercando un'associazione che gli fornisca almeno supporto legale. "Lo faccio per i miei figli, a cui non ho insegnato una parola di arabo. Non voglio che abbiano un padre sospettato di essere un terrorista". E non solo per loro. Nella situazione di Ayesh c'è un'intera generazione di palestinesi, arrivati in Italia negli anni '80. Migranti che si distinguono per caratteristiche molto particolari: erano arrivati per studiare, spesso da buone famiglie, oggi occupano posti di responsabilità e sono dei modelli di integrazione. Eppure lo Stato italiano non li vuole. Hanno tutti famiglia in Italia, ma pochi vogliono parlare: hanno paura di essere rimandati a casa. Accusati in maniera così grossolana, che alcuni sono stati definiti allo stesso tempo "simpatizzanti" del Fplp e Hezbollah, due fazioni contrapposte. "Non abbiamo mai fatto niente di male - dice uno di loro, anche lui in attesa di cittadinanza da più di venti anni - abbiamo frequentato l'università. Siamo tutti integrati e amiamo l'Italia. Ma non ci hanno mai permesso di partecipare attivamente a questa società: siamo stati schedati a vita e senza un motivo".

lunedì 28 luglio 2008

Ospiti

Dopo tre notti trascorse in strada, questa mattina oltre cento extracomunitari hanno occupato il Duomo di Napoli. Un incendio li aveva costretti a lasciare la palazzina di Pianura dove alloggiavano e, quando il Comune gli aveva offerto un edificio scolastico in un quartiere del centro, Montecalvario, i cittadini residenti erano insorti, impedendo l'ingresso nella scuola degli immigrati. Adesso cercano disperatamente un tetto. Fra gli immigrati, provenienti per lo più da Costa d'Avorio, Ghana e Burkina Faso, ci sono 36 rifugiati politici e 76 richiedenti asilo. Un rappresentante degli immigrati ha improvvisato un discorso in francese nel quale ha rivolto accuse di razzismo al governo, al comune di Napoli, e agli abitanti della città. Duro il commento dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio (Rifondazione comunista): «Gli immigrati, che oggi hanno occupato pacificamente il Duomo per chiedere di avere, per un loro diritto, un alloggio dignitoso, sono stati aggrediti e selvaggiamente pestati dalla polizia all'interno della cattedrale.

domenica 27 luglio 2008

Ad memoriam

La settima arte ha perso uno dei suoi più noti servitori molto attaccato all’Egitto ma aperto sull’universale, regista impegnato, fervido difensore della libertà d’espressione e delle libertà individuali e collettive. Shahin cercò tutta la vita attraverso le immagini di denunciare la censura, il fanatismo e l’integralismo. Intellettuale di grande indipendenza, era un fervido difensore della mescolanza delle culture.
Commento dell'Eliseo sulla morte del regista egiziano Youssef Chahine

martedì 22 luglio 2008

Deliri estivi

Salve,

sono un giovane che organizza incontri per i giovani di Brescia e provincia e avremmo proprio bisogno di sentire una testimonianza dal vivo della vita cristiana del dottore Magdi Allam. Ho letto nel suo blog che lei lo ha contattato (sic, ndr) e per questo volevo chiederle di cuore un aiuto per avere un contatto con Magdi Allam per questo nostro progetto a favore di una testimonianza illustre e significativa per molti giovani. La ringraziamo comunque per la sua disponibilità.

Puo' contattare il sig. Allam sul sito www.magdiallam.it

Sherif El Sebaie

sabato 12 luglio 2008

Stay tuned!

Ci sarebbero molte cose da dire, in questi giorni. Per esempio in merito alle reazioni isteriche e propagandistiche di un governo sempre più travolto dagli scandali nei confronti delle minoranze (vedi la volontà di spostare i musulmani che pregano a Milano in "una zona non urbanizzata, non residenziale e non commerciale". Meno male che non si è aggiunto "possibilmente dotata di camera a gas"). Sulla Sinistra capace di litigare anche quando sta all'opposizione lasciando agli organismi sovranazionali o alla stampa estera (meno male che esistono) il compito di denunciare la situazione attuale, sempre più insostenibile. Purtroppo, però, ho delle cose molto più urgenti da fare: ne riparlerò al mio ritorno. Questo significa che il blog rischia - e cosi probabilmente sarà - di non essere aggiornato fino all'inizio di settembre prossimo. Vi chiederei, gentilmente, di sospendere i commenti, poiché comunque non potrò pubblicarli. Auguro a tutti una buona estate e buone vacanze, promettendovi al mio ritorno importanti e sensazionali novità. Questo messaggio è stato programmato per essere pubblicato automaticamente dal server del blog. Stay tuned!

venerdì 11 luglio 2008

Tornate in Africa!

Quella Bmw grigia le sta incollata dietro, con il clacson che sembra impazzito. Betty Amadin imbocca allora Viale Ungheria: l’auto continua a seguirla. Fa inversione a U. Ma è inutile, è sempre lì. Alla fine si ferma davanti al negozio di un’amica, nigeriana come lei, e abbassa il finestrino. L’uomo scende dalla Bmw e la riempie di pugni. Il volto di Betty adesso è una maschera di sangue, la sua bimba di un anno piange a dirotto sul seggiolino posteriore, mentre lui urla «Tornate in Africa! Andate via, non vi vogliamo!». La gente dalle finestre applaude e ripete quel barbaro incitamento. «La bambina non ha più dormito per una settimana» racconta Betty, in Italia da dieci anni e moglie di un friulano. Già, perché l’episodio, raccolto da un giornale locale, si è svolto in giugno nel centro di Udine. Scene di caccia nell’Alto Nordest. E anche nel Basso, con quel capotreno bolognese dell’Espresso Palermo-Milano che dà della «sporca negra» a una donna ghanese e all’altezza di Reggio Emilia le scaraventa i bagagli giù dal treno, strattonandola e insultandola. (Il Messaggero)

domenica 6 luglio 2008

Piccoli criminali crescono

Secondo una ricerca delle Comunità ebraiche su un campione di ragazzini tra i 14 e i 18 anni, più della metà dei teen-agers italiani pensa che i musulmani siano arretrati, non integrabili e pericolosi, e più di un terzo pensa che gli immigrati siano ladri di case e di lavoro, e fonte di degrado urbano. Difatti, sul tema dell’immigrazione, potreste imbattervi, tra l’altro, online: in un apposito sito anti Islam; nel referendum di un blogger sul tema «qual è la razza peggiore tra zingari, romeni, cinesi, negri, albanesi, chi vorreste eliminare e perché?»; in un’infinità di riflessioni giovanili, tipo: «Viva il razzismo abbasso i negri che vengono a rubbarci il lavoro a noi italiani»; «mio cuggino è entrato un anno dopo all’asilo per via dei bambini extracomunitari.. hanno molte più aggevolazioni di noi..con loro aumentano i gruppi di gentaccia che ci violenta le donne e i bambini»; «una risorsa demografica? bisogna purgare chi lo dice»; «devono mori’ punto e basta»; «qua bisogna darsi da fare», (tutte, tranne la prima, ancora dal forum di Blocco Studentesco). C’è chi all’azione, quando può, ci passa. Gli ipercinetici potreste incrociarli in giro anche su “YouTube”, nei numerosissimi siti nazi-fascisti, ma non solo. Potreste vedere, tra l’altro, come si picchia un marocchino; come si strappano i capelli a un rasta; come si simula un discorso del Duce dal balcone, annunciando l’imminente attacco contro «l’invasore extracomunitario, per debellare il cancro che ci sta distruggendo»; come si può sconfiggere «l’infestazione degli zingari usando l’acido»; come si può bastonare alle gambe un omosessuale; come si può prendere a botte un «ciccione gay», e molto, molto altro. (Il Messaggero)

venerdì 4 luglio 2008

Schedare i Bimbi Rom? Roba da Nazisti

La foto di una bambina sinti schedata dai nazisti
(Grazie a Paola Caridi per la segnalazione)