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venerdì 2 gennaio 2009

Proposta valida per l'Italia

All’inizio del mese, c’è stata la profanazione di 500 tombe musulmane nel cimitero militare di Arras, nel nord della Francia, per la terza volta in meno di due anni. Poi, sabato scorso, un incendio, di origine dolosa, nella moschea di Saint-Priest, periferia di Lione. Un incendio senza vittime e con pochi danni - solo il portone di ingresso è andata bruciato e alcuni testi religiosi - ma i due fatti di cronaca sono abbastanza perché la comunità musulmana non si senta più al sicuro. E così più di mille persone hanno manifestato domenica nelle strade di Lione e davanti alla moschea, con l’ingresso sbarrato e la facciata nera di fumo, per dire basta ad atti chiaramente anti-islam in aumento nel Paese e spesso impuniti e per chiedere al governo misure concrete fino ad una legge contro l’islamofobia, così come ce ne sono già in vigore per l’antisemitismo e l’omofobia. Si apre dunque un dibattito in Francia che, in due giorni, ha già coinvolto diverse personalità politiche, di destra e di sinistra, e anche tante associazioni di lotta contro il razzismo e di altri culti religiosi. Le denunce sono partite sin dai vertici dello Stato, con il presidente Nicolas Sarkozy che ha condannato «un atto vergognoso a carattere razzista» e ha promesso che gli autori saranno trovati e puniti. È proprio quello che vorrebbero le istanze musulmane: «Le numerose testimonianze di solidarietà vanno bene», ha sottolineato il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Mohammed Moussaoui, «ma è necessario che le istituzioni prendano tutte le misure perché i luoghi di culto non siano più incendiati e le tombe profanate». Basta con il fatalismo, basta con l’indifferenza, il problema non si può più prendere sotto gamba, sembra gridare il mondo musulmano francese. Un’idea che sembra riassunta nell’affermazione di Samy Debah, presidente del Collettivo contro l’islamofobia di Francia: «Il nuovo homo islamicus - ha detto Debad - più colto ed integrato, vuole vivere il suo Islam affermando la sua cittadinanza francese e reagendo alle aggressioni». Creare un Osservatorio sull’islamofobia è una delle proposte di Azzedine Gaci, presidente del Consiglio regionale del culto musulmano. E poi passare al concreto con una legge che porti al “riconoscimento degli atti islamofobi” e punisca penalmente i colpevoli. Intanto, dopo le manifestazioni di Lione di ieri, l’appello è ad una giornata di mobilitazione, questa volta, in tutto il Paese. (Corriere Canadese)