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sabato 24 gennaio 2009

Birra Lager

Gli abitanti di Lampedusa sono insorti contro il nuovo centro di prima accoglienza per stranieri e la trasformazione dell'attuale in un Centro accoglienza per richiedenti asilo, deciso dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Oltre alla manifestazione di massa c'è stato anche uno sciopero generale: i negozi sono rimasti chiusi, l'isola è stata in stato di assedio, occupata da centinaia di poliziotti in assetto antisommossa, anche se i media riferiscono di una protesta "pacifica". Talmente pacifica che ad un certo punto, quasi mille "ospiti" - ma sarebbe più corretto chiamarli "Internati" - della vecchia struttura di "accoglienza" (mi raccomando) sono riusciti a sfondare i cancelli e a raggiungere il corteo degli abitanti per denunciare le condizioni della loro detenzione "tra gli applausi dei residenti a Lampedusa e minacce di suicidio di massa". La cosa scandalosa è che la manifestazione che ha coinvolto la maggioranza di abitanti dell'isola (quattromila sui circa seimila residenti) guidati da una giunta di centro destra in rotta di collisione con l' assessore leghista con delega all'immigrazione (che invece appoggia il Viminale) e i migranti rinchiusi nelle gabbie viene presentata - non so se per stupidità o per furbizia - come "un asse di solidarietà", "che si sprigiona negli applausi dei cittadini" e che viene addirittura riconosciuto dai migranti che gridano "grazie Lampedusa".

Ebbene, ho i miei seri dubbi sul fatto che una popolazione che ha votato una giunta di centro-destra e che ha permesso, nel profondo meridione, ad un assessore leghista di occuparsi di immigrazione, sia preoccupata delle sorti degli immigrati. Gli abitanti di Lampedusa mica protestano perché sanno che all'interno di quei centri gli immigrati ricevono un trattamento degno di un lager, no: loro protestano perché cosi la loro isola rischia di diventare "una nuova Alcatraz" e perché "Vogliono militarizzarci: quest'isola vive di turismo che è il nostro pane quotidiano ed il ministro Maroni non può permettersi di distruggere anni ed anni di fatiche". Perché non mandare gli immigrati altrove, come le discariche, le moschee e tutto quello che non va giù alla brava gente di questo paese? Ha ragione il Ministro Maroni quando dice che "Finora (gli abitanti di Lampedusa, ndr) sono stati abituati a passare ad altri il problema". Vogliamo scomettere che se domani il Ministro decidesse di costruire il centro a Capri, quelli di Lampedusa festeggeranno? Gli immigrati rinchiusi nei gabiotti deturpano il panaroma. Bloccano l'appetito dei turisti. Li spingono ad andare altrove. Ed è questo che è inaccettabile. Cosi come è inaccettabile costruire un centro per richiedenti asilo, poiché questo significa che gli "ospiti" dovranno stare più a lungo. Mica è inaccettabile il fatto che questi "ospiti" - come riferisce un reportage di Fabrizio Gatti - vengono "picchiati e umiliati dalle forze dell'ordine, costretti a sopravvivere tra escrementi e violenze, offesi nel pudore e nella dignità". O che "vengono fatti sfilare nudi tra i carabinieri che li schiaffeggiano, i musulmani obbligati dai militari a guardare film pornografici, e per chi rifiuta, insulti e botte". O le scene degne di "Se questo è un uomo" di Primo Levi: "Spogliati nudo" dice il carabiniere ad un ragazzo in canottiera che sta tremando per il freddo e la paura. Lui non capisce. Resta immobile un minuto intero. "What is the problem", urla il carabiniere e gli tira uno schiaffo sulla testa. L'immigrato, pallido e magro come uno scheletro, trema. Altro schiaffo. Tutte le persone in quel momento nude davanti ai carabinieri vengono prese a schiaffi...". No, quello che è davvero inaccettabile è il fatto che i lampedusani non riescono più a vendere le birre ai turisti.

Ecco spiegato il motivo per cui il premier ha affermato che "Gli immigrati che arrivano a Lampedusa sono liberi di moversi, non è mica un campo di concentramento...sono liberi di andarsi a prendere anche una birra: sono andati in paese come fanno di solito, solo che adesso sono 1.800. Un numero veramente rilevante". Anche il Viminale ha tenuto a precisare che dal centro di Lampedusa "non c'è stata alcuna fuga" di immigrati, in quanto "i Centri di prima accoglienza (Cpa) a differenza dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) non prevedono l'obbligo di permanenza" (E non è mica colpa nostra se non riuscite a districarvi tra le cento sigle adottate.) Dal ministero hanno quindi sottolineato che proprio per questo motivo le forze dell'ordine si sono limitate a controllare la situazione senza intervenire. Ma dai! A chi la vogliono dare da bere? Anche se gli immigrati sono usciti dalle gabbie, sono pur sempre su un isola. Un isola di cui è stato chiuso l'aeroporto proprio dopo la fuga di massa. E infatti il Ministro Maroni rivendica la scelta di creare a Lampedusa il nuovo centro per le espulsioni: "Il fatto che i clandestini fossero tenuti a Lampedusa ha impedito che potessero scappare, come sarebbe potuto avvenire in un altro posto. Motivo in più per confermare la decisione che abbiamo preso: dall'isola dovranno essere tutti rimpatriati". Scappare? Ma non erano liberi di andare a prendersi una birra? Ecco quindi finalmente spiegato il mistero delle mura, il filospinato, le torri con i fari, i militari e i carabinieri di guardia (mancano solo le mine anti-uomo): il Ministero del Turismo italiano non voleva che gli ospiti degli "alberghi a 5 stelle" (cosi vennero descritti da Borghezio) finissero le scorte di birra sull'isola in un colpo solo. O forse non ci raccontano la verità e questi centri sono comunità di recupero (sempre a 5 stelle) per alcolisti incalliti: le misure di sicurezza servono per impedire agli "ospiti" di andare a sbronzarsi in centro. Meglio la Coca-cola. E il servizio, come racconta l'Espresso, è sempre a 5 stelle: "Non mangiamo da sette giorni", trema John, "Quando siamo sbarcati ho visto un negozio e volevo comprare qualcosa ma la polizia ci ha detto che non potevamo e che qui dentro avremmo mangiato. Abbiamo i nostri soldi. Se siamo liberi, perché non possiamo comprare da mangiare?". Bilal vede un medico, lo chiama e gli spiega la situazione. "Porto qualche brioche" dice il medico. Invece va via e non porta nulla (...) Un funzionario in borghese rovescia una lattina di Coca-Cola addosso agli immigrati attraverso le sbarre. "Perché questo?" grida Teemer, 26 anni, palestinese, "Siamo clandestini, non siamo animali". Già. Ma la pensano cosi anche gli abitanti di Lampedusa?