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lunedì 2 febbraio 2009

Consolidata tolleranza e ospitalità

È un immigrato di origini indiane di 35 anni, che da poco ha perso il lavoro e dormiva su una panchina del marciapiede del primo binario. L'uomo è stato selvaggiamente colpito, poi cosparso di benzina e dato alle fiamme. Il branco si è scatenato alle 4 di domenica mattina. Gli aggressori hanno selvaggiamente colpito l'uomo, che stava dormendo sulla panchina, con pugni, calci e bottigliate. Poi gli hanno spruzzato vernice grigia sul volto e sul collo, lo hanno cosparso di benzina e hanno appiccato il fuoco. L'uomo si è trascinato per alcuni metri, con i vestiti in fiamme, poi è crollato. I carabinieri, allertati da una persona rimasta ignota che ha telefonato al 112, hanno trovato l'indiano con le gambe già completamente ustionate e gli abiti ancora in fiamme. L'uomo è riuscito a dire di chiamarsi Singh e di avere 35 anni, poi ha perso i sensi per il dolore. E' stato accompagnato dal 118 al pronto soccorso dell'ospedale di Anzio e trasferito subito dopo al Centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio, con ustioni sul 40% del corpo. (...) I tre fermati per aver dato fuoco ad un cittadino indiano sono due giovani residenti a Nettuno, uno di 20 anni e l'altro di 30, e un diciassettenne residente ad Ardea. (...) Il presidente del Senato Renato Schifani bolla l'episodio come «un atto incivile che getta una grave ombra sui consolidati principi della tolleranza ed ospitalità del nostro Paese». Duro è anche il commento del presidente della Camera Gianfranco Fini che parla di «violenza razzista e di teppismo criminale». Violenze come questa, afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini, vanno «rigorosamente sanzionate». «Bisogna fare di tutto - incalza il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto - per evitare l'imbarbarimento della nostra società». E simile è anche l'analisi del segretario del Pd Walter Veltroni secondo il quale l'aggressione alla stazione di Nettuno è senz'altro il «frutto di predicazioni xenofobe, di un clima, creato ad arte, di odio e paura». (Corriere)