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martedì 3 febbraio 2009

Dell'affermar negando

L'altro giorno un gruppo di criminali in erba ha dato fuoco ad un poveraccio indiano, costretto a dormire per strada perché ha perso il lavoro. Leggo su Il Corriere che il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone afferma "convinto" - si noti il "convinto" - che "Non c'è razzismo ma solo stupidità e sballo che li ha portati a compiere un gesto atroce". Su Repubblica ribadisce: "Al momento quel che sappiamo ci consente di escludere una matrice razziale". Ok, accettiamo l'autorevole parere del Comandante delle forze preposte a difendere cittadini e immigrati. Immigrati che, in questi ultimi tempi, subiscono di tutto: roghi, minacce, linciaggi. Tutti episodi isolati, per carità. Talmente isolati che ce n'è solo uno o due al giorno. Fiorenza Sarzanini, giornalista del Corriere, afferma anche lei che le motivazioni del gesto "pare - e si noti il "pare" - siano lontane dalla politica, da possibili derive razziste". Ok, accetto l'ipotesi della collega del quotidiano che ha dato una grande spinta alla tolleranza nel Bel Paese con personaggi del calibro di Oriana Fallaci e Magdi "Cristiano" Allam. Anche Miriam Mafai, su La Repubblica, afferma: "Un episodio di razzismo? Pare proprio di no". Poi recupera e afferma negando: "Questo non è razzismo. Forse, se possibile, è ancora peggio". E ancora: "Non c'è, dietro l'aggressione di Nettuno, nemmeno la spiegazione, se tale si possa chiamare, del razzismo". Mi piace l'enfasi con cui viene ripetuto il concetto. Ma che devo fare? Accetto pure questo. Eppure non so perché ma trovo incredibile il coro negazionista che si scatena dopo ogni episodio manifestamente razzista: uccidono un ragazzo nero? Non è razzismo. Danno del "negro di merda" a qualcuno durante una rissa? Non è razzismo. Malmenano un cinese che aspetta un pullman? Non è razzismo. Bruciano un negozio islamico? Razzismo? E quando mai? E via di questo passo. In Italia, sul tema razzismo, si nega anche l'evidenza, ormai. Il mondo intero punta il dito sull'Italia e denuncia il razzismo dilagante, ma in Italia sarebbero capaci di smentire anche il resto del mondo. Tanto gli stranieri (inclusi i corrispondenti dei media esteri) sono fessi. Vediamo infatti cosa dice il "ragazzino" arrestato che racconta ai carabinieri anche i dettagli del gesto: "Avevamo bevuto tanto e c'eravamo fatti le canne. Era tardi e stavamo ancora girando in macchina. Cercavamo un barbone, non doveva essere per forza uno straniero. Se era romeno o negro non ci fregava niente. Siamo passati dalla stazione e abbiamo visto uno sulla panchina". Avete capito bene: non sono mica razzisti, i figli della brava gente (d'altronde lo sottolineano sempre, in questi casi, quasi a voler preparare l'opinione pubblica all'indulgenza plenaria: "tre famiglie di gente per bene"). Gente per bene. La stessa che è pronta ad assieparsi davanti ai commissariati e urlare a squarciagola "bastardi" quando i criminali sono romeni o marocchini, ma mai quando sono italiani. Ma quale gente per bene? Se erano per bene mica lasciavano i figli, a 16 anni, girare a vuoto fino alle 3 del mattino. Per bene, si. E come no? Mica sono fessi. Non sono mica negri o romeni, loro...