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lunedì 9 febbraio 2009

Di che ti lamenti, italiano viziato?

Alcuni giorni fa scrissi un post sulla Crisi e gli immigrati. I media affermano che questi ultimi sono (o saranno) quelli più colpiti dalle crescenti difficoltà economiche. Io sostengo che quelle sono balle appositamente confezionate per tenere buoni gli xenofobi italioti, che potrebbero rimanere (a dir poco) spiazzati di fronte alla dinamicità e ingegnosità delle minoranze presenti nel bel paese. Ditemelo voi, sinceramente: a sopravvivere alla crisi saranno i genitori "per bene", quelli che non vogliono più fare i muratori e gli ortofruttivendoli, che vogliono per i propri figli un futuro da velina o da tronista, coloro che dopo l'incidente automobilistico a Civitavecchia si sono ritrovati in trecento - alle quattro del mattino - di fronte all'ospedale per capire se i ragazzi coinvolti nella tragedia erano i loro (non riuscivano infatti a contattarli) oppure quelli che hanno abbandonato su mezzi di fortuna paesi che versano in crisi ben peggiori, solo per ritrovarsi discriminati, sfruttati, sottoposti ad ogni angheria prima di riuscire ad affrancarsi, trovare un lavoro, prendere un pezzo di carta che giustifichi la loro quota di ossigeno e mantenere intere famiglie qui e nel proprio paese di origine? A sopravvivere alla crisi saranno gli adulti di domani, ovvero i minorenni drogati, le baby-cubiste, quelli che bruciano i barboni per noia, oppure quelli che parlano almeno due lingue, studiano con profitto, aiutano i genitori al lavoro, mentre i loro compagni griffati dalla testa ai piedi (ma i libri di testo sono sempre troppo cari) si divertono a prenderli in giro per il colore della pelle, per il cognome strano oppure perché loro padre fa il "kebbabaro"?

Si, certo, mi rendo conto che non tutti i genitori sono cosi. Che non tutti i giovani sono cosi. Lo dico a chi, evidentemente, non aveva capito il mio post e l'ha definito "la fiera del qualunquismo, della polemica senza ironia e della partigianeria tafazzista". Ma se si vuole uscire da questa situazione, si deve prendere atto che questi fenomeni preoccupanti sono tutt'altro che marginali. Che sono un indicatore forte di uno stile di vita che difficilmente si concilia con i tempi delle grandi difficoltà. Che dire per esempio di quel 70% di giovani che accusa i padri e si sente insoddisfatto perché i genitori "non sono diventati ricchi e potenti" (eppure quei padri sono sempre pronti a menare gli insegnanti se si azzardano a dare dell'imbecille ai loro figli) oppure di quel 32% di mamme che sogna che i propri figli "diventino personaggi famosi e riconosciuti per strada"? No, signori. Se gli immigrati davvero soccomberanno non sarà di certo per colpa della crisi ma per colpa delle misure discriminatorie (tipo il divieto di apertura di ristoranti di "diversa etnica" vigente a Lucca) che potrebbero essere varate nei loro confronti. Loro non vogliono diventare famosi, né accusano i propri genitori perché li hanno fatti nascere poveri. Loro si rimboccano le maniche, lavorano, risparmiano ed educano i propri figli cosi come loro sono stati educati nel loro paese di origine (l'incubo di quelli che vorebbero giovani "integrati" con i loro coetanei italiani, senza che ci dicano di quale tipo di coetanei parlano).

Ripropongo qui il commento di Fabio - un giovane lettore di questo blog - nella sua interezza. Forse sintetizza meglio il discorso sopra citato: "Purtroppo è vero che gli stranieri hanno meno difficoltà ad adattarsi alla "crisi". Riflettevo con un mio collega, cittadino italiano ma nato in Romania, su un fatto importante: la media-figli di una coppia italiana confrontata con la media-figli di una coppia straniera. Mi chiedo come facciano due genitori immigrati (per esempio, nordafricani) a crescere 3 o 4 figli con un solo stipendio in casa (e nemmeno troppo alto), quando una coppia italiana, con entrambi i coniugi che lavorano, e portano a casa 3000 euro al mese, dicono di far fatica a mettere al mondo un figlio. Risposta del mio collega: saresti disposto a rinunciare alle vacanze per cinque-sei anni per poter far crescere tuo figlio? NO. Saresti disposto a non spendere soldi in cose inutili, risparmiando su qualsiasi cosa, per far crescere tuo figlio? NO. Hai l'abbonamento a sky? SI. Riscaldamento a 25°C, docce calde che durano mezz'ora, luci accese fino alle 2 di notte? SI. E allora, di che cazzo ti lamenti, italiano viziato??? Ti sei dimenticato di come vivevano i tuoi nonni? Carissimo amico, hai perfettamente ragione, e accetto la lezione."