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venerdì 27 marzo 2009

Caccia gli stranieri dal tuo bar

Cartello apposto davanti l’entrata del bar “Alle 3 botti
di via Buonarroti all’Arcella, quartiere a nord di Padova

La Stampa, di Pier Francesco Quesitonio

E’ ancora avvolta dal mistero la sparatoria di sabato notte in via Vibò. Due giovani marocchini sono rimasti feriti alle gambe da una serie di colpi d’arma da fuoco esplosi da persone ancora sconosciute. E adesso la gente ha paura. Potrebbe anche essere stato un agguato a sfondo razzista o una vendetta dopo una rissa, accaduta qualche giorno prima. Infine un’azione punitiva e generica contro gli stranieri. Spiega il barista del «Good Luck», Franco Poncini: «Spesso vengono nel mio locale tanti ragazzi marocchini. Gente che lavora, che non ha mai dato problemi. L’altra sera guardavano la partita della Juve, abbiamo visto un ragazzo andare avanti e indietro davanti al bar, con il volto protetto da un casco. Poi i colpi di pistola, l’arrivo della polizia e lo sgomento per quanto accaduto».

La settimana scorsa, proprio davanti al bar, tre italiani hanno provocato i coetanei marocchini. Frasi razziste e minacciose. I nordafricani hanno deciso di difendersi ed è scoppiata una rissa. Gli italiani hanno avuto la peggio, sono stati picchiati con violenza. Ancora Poncini: «E’ venuto un tizio, sempre italiano, che abita in zona e mi ha fatto questo discorso: “Se continui ad ospitare i marocchini nel bar finisci male e ti facciamo chiudere”». Il barista, coraggiosamente, ha presentato una denuncia in questura: «Non ho nessuna intenzione di rinunciare alla mia clientela, composta da ragazzi stranieri bravissimi, educati e rispettosi delle regole». Nulla a che vedere con i pusher senegalesi che infestano la zona.

Altre reazioni. Andrea Gallo e Giuseppina Asaro, panettieri di via Vibò: «Apriamo anche la notte, grossi problemi non ne vediamo. E’ vero ci sono tanti extracomunitari ma non vuol dire assolutamente niente. Qui ci rispettano tutti, comprese le famiglie di immigrati». Infine Anna Dilascia, la barista del chiosco in mezzo ai giardinetti: «La sparatoria e la rissa sono stati gli episodi più gravi, non ci sono precedenti. Certo i locali che tengono aperto tutta la notte, possono attirare anche qualche balordo. Non riusciamo a capire. Questi episodi possono avere creato un clima di intolleranza, specie in questo momento di crisi. Non credo che ci sia nessuno pronto a sparare. Siamo molto spaventati». E poi molte persone che non vogliono dire i propri nomi: «C’è un razzismo latente, questo è vero. E i colpi di pistola di sabato aggravano la situazione. Ci sono più scippi, più furti. E più tossici in giro».

I due marocchini, due persone con il permesso di soggiorno, incensurati e lavoratori, sono stati feriti ad una coscia e ad un ginocchio, mentre un terzo proiettile ha trapassato il polpaccio. Era accaduto alle 22,30, all’incrocio tra via Vibò e via Bibiana, vicino a un giardino pubblico con una giostra e alcuni giochi per bambini. «Stavamo passeggiando tranquilli per i fatti nostri - hanno riferito i due extracomunitari, senza precedenti penali, agli inquirenti - quando abbiamo sentito esplodere diversi colpi dai giardinetti. Siamo scappati, ma qualcuno ci ha colpito alle gambe. Abbiamo chiamato noi il 118». Gli agenti del sostituto commissario Antonino Runci, capo della sezione Falchi della squadra mobile, erano intervenuti immediatamente sul posto. Gli agenti della Scientifica hanno recuperato due piccole ogive, esplose probabilmente da un piccolo revolver a tamburo. Calibro 6,35. Per ora non ci sono testimoni e la polizia li sta cercando. Difficile che a quell’ora nessuno abbia visto niente.