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giovedì 16 aprile 2009

Bollettino di guerra (razziale)

DEEP CONCERN, ovvero "profonda preoccupazione". È la formula diplomatica che indica situazioni di particolare gravità ed è l'espressione che ricorre con più frequenza nelle 25 pagine del rapporto sull'Italia scritto da Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa. (...) Oltre ai casi specifici, il rapporto mette in evidenza una crescente tendenza al razzismo e alla xenofobia, a volte alimentata dalle stesse autorità locali, che ha provocato atti di violenza verso migranti, Rom e Sinti oppure verso cittadini italiani di origine straniera. (Repubblica)

Sulla locandina che accompagna un seminario organizzato dal Comune e dalla Casa delle Donne, sul tema «Femminicidi, ginocidi e violenze sulle donne», c'è un'immagine forte. E' un manifesto che risale al Ventennio fascista e che raffigura un uomo dalla pelle scura che aggredisce una donna con la scritta «Difendila, potrebbe essere tua moglie, tua sorella, tua figlia». (Repubblica)

Sabrina, il nome di fantasia, è uno scricciolo e dimostra meno anni di quelli segnati sui documenti, nata a Mogadiscio nel 1970 da papà italiano e mamma somala. Una donna minuta e fragile, invalida a causa della poliomielite che l´ha colpita da bambina. (...) Ieri mattina poco prima delle 11 era alla fermata del 17 di piazza Carducci, quando è stata aggredita da un uomo sulla sessantina e picchiata con il bastone che usava per camminare. Dieci giorni di prognosi per trauma cranico e contusione alla spalla. «Mi alzo alle 5 per andare a lavorare, pulisco uffici comunali per conto di una cooperativa sociale - racconta la donna - finisco di lavorare alle 10,30 e quando aspetto il pullman per tornare a casa, se c´è un posto libero sulla panchina, mi siedo». E così ha fatto. Lei aspetta il 17, la testa appoggiata su una mano per la stanchezza. «Ma quell´uomo ha iniziato a insultarmi - dice lucida, appena ripresasi dallo choc - mi diceva "Negra di merda" ma io mai e poi mai mi sarei alzata, non volevo dargliela vinta. Lui continuava e allora mi sono girata per dargli le spalle. E lui mi ha picchiato, due volte con il bastone». È stato allora che un ragazzo che era alla fermata l´ha bloccato. «Gli ha urlato che era pazzo, ha preso il bastone e gliel´ha buttato via. Meno male che c´era lui perché alla fermata c´era tanta gente, ma degli altri nessuno ha mosso un dito». (Repubblica)

Gli ha urlato frasi razziste e poi gli ha spaccato una bottiglia di vetro in testa, facendogli perdere la vista ad un occhio. Così un senegalese di 30 anni è rimasto vittima di un'aggressione avvenuto la notte di Pasquetta nel quartiere di Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma. I carabinieri hanno arrestato il responsabile: un giovane romano di 20 anni, accusato di lesioni personali gravissime, con l'aggravante dall'odio razziale. Nella zona ci sono stati di recente altri episodi a sfondo razzista: l'ultimo il 23 marzo scorso, ai danni di un pakistano ridotto in coma dai calci e pugni presi da un gruppo di ragazzi. L'altra notte tutto è cominciato quando B.M., 20 anni, pregiudicato per reati contro la persona, spalleggiato da alcuni amici, ha cominciato a prendere in giro l'uomo nei pressi di un bar per la vecchia auto che utilizzava. Subito dopo gli ha urlato la frase razzista e poi lo ha violentemente colpito con una bottiglia. A nulla è servito il tentativo di un testimone di evitare l'aggressione. (Ansa)