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sabato 4 aprile 2009

Rubano i posti a sedere (e di lavoro)

Che gli autobus fossero una riproduzione miniaturizzata della difficile situazione degli stranieri in Italia, l'abbiamo già detto. E' sugli autobus che gli autisti fanno finta di non capire le richieste di informazioni da parte dei cittadini stranieri. E' dagli autobus che gli autisti scaraventano giù quelli che osano parlare la propria lingua al cellulare. E' sugli autobus che le vecchiette imbalsamate cercano, con inaudita violenza fisica e verbale, di prendere il posto all'africana seduta, evitando accuratamente di chiederlo ai giovani italiani. Le stesse vecchiette che appena vedono una signora velata o un marocchino barbuto, stringono spasmodicamente la borsetta del trucco. E' sugli autobus che lo sfigato extracomunitario di turno viene incolpato del primo portafoglio sparito. E quindi denudato e derubato dall'autista per "risarcimento" (*). E' sugli autobus che si sentono i discorsi più triviali sugli extracomunitari in Italia (altro che bar...).

E siccome ad ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria, è sempre sugli autobus che si consuma la "ripicca" degli stranieri: non pagano il biglietto. Non cedono volentieri il posto. Mettono i piedi sul sedile davanti. Parlano a voce alta al cellulare. Eventualmente gli scappa qualche "vaffanculo" al vecchietto che spinge di proposito. Gli autobus sono la valvola di sfogo di un'Italia che non vuole adeguarsi al mondo che va avanti. Di un'Italia che vuole tornare indietro, che vuole i pullman per stranieri mentre alla Casa Bianca c'è un presidente nero. Quello che sognavano i razzisti di destra l'ha messo in pratica un sindaco di sinistra. Da lunedì a Foggia ci saranno infatti due linee bus 24: una riservata ai cittadini, una agli immigrati. Stessa partenza: centro città. Stessa destinazione: Borgo Mezzanone. Ma autobus e fermate completamente diversi, a cominciare dai capolinea. In fondo, scrive la Stampa, "la storia è tutta qui, e ce la raccontano - più o meno con le stesse parole - sia gli abitanti del borgo, sia gli immigrati, sia gli operatori del centro. E' la storia di un pullman sempre troppo pieno. Stracolmo. Con tre, quattrocento immigrati che ogni giorno, dal centro, si riversano in borgata per andare in città".

Se i pullman sono pieni, ovviamente è "colpa degli extracomunitari". Che sono venuti a fare? Oltre a rubare il posto di lavoro, ora rubano anche i posti a sedere? Altamente indicativo è il commento di un internauta che ho trovato qui, in tempi non sospetti: "Un 50% dell'autobus occupato da extracomunitari. Cittadini italiani che devono aggrapparsi ai sostegni di entrata ed agevolare la chiusura delle porte pur di arrivare in tempo al lavoro. Potrebbe essere una metafora, ma è verità. Se non c'è spazio per gli Italiani, come potrebbe esserci spazio per gli immigrati? Chi, dopo anni di contributi, come un'Italiano, ha diritto al suo spazio in un'autobus al posto di un'extracomunitario che ospitiamo semplicemente?". Cavoli, come non ci abbiamo pensato prima? Gli extracomunitari mica lavorano. Quelli "rubano" il posto di lavoro. Mica pagano i contributi come gli altri. Quelli sono "semplicemente ospitati". Eppure non mi risulta che gli stranieri abbiano vitto e alloggio pagato dagli "italiani". Se non negli "alberghi a 5 stelle", leggasi lager, chiamati "centri di permanenza" dove spacciano il pan grattato per carne e le schede telefoniche vengono vendute anche se dovrebbero essere gratis.

Sulla Stampa raccontano: "Intanto il centro si riempie, ben oltre la propria capienza, e gli immigrati, che per mesi e mesi attendono lo status di rifugiato si accalcano nei pullman, insieme con gli abitanti di Borgo Mezzanone, per raggiungere Foggia. Qualcuno toglie il posto a qualcun altro. E ci s'innervosisce. Si accusano a vicenda di non pagare il biglietto - racconta chi lavora nel centro e vive nel borgo - e siccome, a non pagarlo, sono sia immigrati, sia italiani, spesso si finisce con il litigare". E infatti l'internauta di prima suggerisce alle "donnette italiane insulse di mezza età, ma con tanto di rossetto rosso, veri catafalchi deambulanti, sgorbi deformi, cafone maleducate ed incivili e di sicuro prepotenti" (e quindi stanno sui cosiddetti anche a lui) che squittendo, incapaci anche di parlare, esigono il posto su cui siedi, nonostante non capiscano, se ne hanno diritto, che ci sono i posti riservati," di far alzare "un giovane immigrato". E perché non un giovane italiano, dico io?

La soluzione non è aumentare il numero di pullman in servizio, nè fare più controlli sui biglietti. La soluzione, geniale, è quella di istituire dei pullman per extracomunitari. Vogliamo scommettere che prima o poi ci sarà anche chi si lamenterà del fatto che gli extracomunitari hanno addirittura i "pullman preferenziali"? Il sindaco - di centrosinistra, ricordiamolo - ha sbagliato: o i pullman rimanevano come prima, e cosi almeno residenti ed extracomunitari avevano occasione di sfogare le rispettive energie negative (e invece ora, come scrive la Stampa "se i posti nei pullman, poi, non dovessero essere sufficienti, beh, gli italiani potranno litigare soltanto con gli italiani. E gli immigrati soltanto con gli immigrati") oppure agli extracomunitari doveva essere impedito di prendere il pullman. Devono stare rintanati nelle loro case, se è un giorno di vacanza. E se è un giorno di lavoro, dovrebbero andarci a piedi. C'è un problema, però: cosi consumeranno più ossigeno. Ancora più di quello che consuma il Co2 dei pullman. Ci mancava solo questo, porca miseria: gli extracomunitari che rubano anche l'ossigeno, agli italiani. No, no. Altro che pullman, per gli extracomunitari sono decisamente meglio i vagoni piombati.

(*) Tutti casi realmente accaduti, e facilmente rintracciabili nelle cronache locali