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giovedì 30 aprile 2009

Valori e Regole. Il Vangelo secondo Magdi

Come già anticipato ieri, è uscita l'ennesima autobiografia di Magdi "Cristiano" Allam, fresco di candidatura come capolista UDC per le Europee nella circoscrizione Nord Ovest (candidatura enormemente ridimensionata nelle ultime ore con l'aggiunta, nella stessa circoscrizione, di un altro capolista, ben più blasonato: Emanuele Filiberto di Savoia). Ho letto la (ehm) "nuova" autobiografia in 27 minuti. Cronometrati. Direttamente nel bookstore della Mondadori, comodamente seduto su una poltroncina imbottita e senza spendere un centesimo, che all'autore - che sembra pure vantarsene - già bastano e avanzano gli aerei di stato, i furgoni apri-pista e i blindati con tanto di guardie del corpo pagati dalla collettività. Come si fa a leggere un libro di 200 pagine in meno di mezz'ora è presto detto: mi ha sostenuto lo Spirito Santo. Ininterrotamente per tutti i 27 minuti. D'altronde, l'ultimo libro di Magdi - intitolato "Europa Cristiana Libera" - è stato scritto (lo dichiara l'autore nelle pagine dei ringraziamenti) grazie ad un intervento speciale dello Spirito Santo, con il quale Magdi interloquisce direttamente: "Desidero innanzittutto ringraziare lo Spirito Santo che mi ha assistito ininterrotamente per una settimana donandomi l'intuito creativo, la lucidità mentale e la forza fisica per proseguire pressochè ininterrotamente, con brevi pause di 3-4 ore, fino al completamento di questa mia nuova opera autobiografica. Europa Cristiana Libera nasce sotto il segno dello Spirito Santo".

Manco si trattasse del Quinto Vangelo. Il Vangelo secondo Magdi. Se c'è voluta nientepopodimeno che una settimana per scrivere un libro che si legge in 27 minuti, allora autori di bestseller lo possono diventare tutti. Ma proprio tutti. E pensare che Dio ha creato il mondo in sette giorni e con un giorno intero di pausa, pure. Scherzi a parte, quante novità volete che siano capitate in meno di un anno dall'ultima autobiografia? Non so voi ma io credo fermamente che i direttori editoriali dovrebbero fissare un tetto massimo alle autobiografie concesse agli scrittori viventi: insomma, potrebbero scriverne una quando sono ancora nella culla (sempre sperando che siano in grado di parlare e scrivere con il sostegno dello Spirito Santo), una quando sono di mezz'età e un'altra quando sono vicini alla conclusione della loro carriera terrena o, se sostenuti da forze ultra-terrene, direttamente dall'Aldilà. Magdi invece, in questi ultimi anni, ha sempre e solo sfornato autobiografie e - con tutta onestà - non credo ci sia nulla di diverso rispetto a quelle precedenti, anche perché - purtroppo - non mi sembra che lo Spirito Santo sia riuscito a cambiare il corso degli eventi con una veloce incursione nel passato. Il risultato è che per buona metà del libro, ci si deve sorbire la ripetizione del repertorio della nascita al Cairo, gli studi presso i Salesiani, la dittatura di Nasser, la carriera giornalistica in Italia. Quindi una buona metà del libro può essere sfogliata in 5 minuti: il tempo di girare le pagine, controllando che non ci sia qualche novità e qui mi riferisco al fatto che Magdi asserisce di aver lasciato Il Corriere consensualmente e con la benedizione di Paolo Mieli, dopo un periodo di pausa dovuto al fatto che un suo articolo era stato "censurato" in parte.

Dopodichè si possono impiegare altri 15 minuti per girare le pagine dell'altra metà: ogni tre righe Magdi ci ripropone - integralmente - un suo editoriale pubblicato sul Corriere o un articolone pubblicato sulle pagine del suo sito personale. Roba che potete leggere gratuitamente, appunto, sul sito del Corriere o su quello dell'autore. Tra un editoriale e l'altro, invece, ci sono interminabili elenchi di nomi. Perché Magdi ha il vizio di raccontare la sua vita mondana elencando con estrema precisione nomi e cognomi di tutti gli invitati, soffermandosi su quelli a cui ha stretto la mano, quelli che ha abbracciato e quelli che ha salutato da lontano. Vi lascio immaginare l'elenco che compare dove relaziona della sua partecipazione ad un evento organizzato a sostegno di Israele con circa 2000 invitati. Non li ha menzionati tutti, ma c'è mancato poco. Ad un certo punto, addirittura, ci sono un bel po' di pagine con nomi e cognomi (e relative professioni) di tutti quelli che hanno sostenuto Magdi nell'avventura (mai termine fu più azzeccato) della fondazione del partitino denominato "Protagonisti per l'Europa Cristiana, di cui è presidente lo stesso Magdi. Ad un certo punto credevo di avere in mano le Pagine Bianche.

Gli ultimi sette minuti li ho impiegati cosi: un minuto per ripercorrere l'incredibile racconto, già apparso su Panorama e il Corriere, dell'intervista che Magdi fece a Oriana Fallaci. Un'intervista che gli amanti del genere non potranno mai leggere perché l'autore riferisce che ad un certo punto l'Oriana furiosa aveva da ridire sulle virgole e la punteggiatura e gli ha chiesto di distruggere tutto: nastri, appunti, file sul computer. Insomma: un capitolo che potrebbe essere intitolato "L'intervista che non c'è". L'unica novità che ho scoperto è che Magdi "accarezzava e baciava sulla guancia" la bella Oriana. E va bene. Infine, negli ultimi sei minuti, la rivelazione, lo scoop: ancora una volta, la lungimiranza di un politico ci ha risparmiato le nefaste conseguenze di un Magdi piazzato a controllare i destini degli immigrati. In effetti, sembra che il Ministro Maroni abbia ad un certo punto abbandonato l'idea di affidare a "Cristiano" la presidenza di una commissione su "Sicurezza e integrazione" in cui il nostro avrebbe usato come cavie gli immigrati di, se non ricordo male, Brescia. Ora staremo a vedere se riuscirà ad arrivare in Europa, contribuendo a coprire l'Italia di ridicolo con la schiera di ballerine e danzatrici del ventre che vengono candidate a iosa. Val la pena ricordare che il partitino di Magdi, dalla sua fondazione nel 2008, è riuscito a raggiungere la strabiliante quota di 600 iscritti (come riferisce il sito). Inutile dire che presto si è reso conto non solo che non è in grado di superare lo sbarramento, ma persino di raccogliere le firme per presentarsi. Risultato: l' ex-immigrato egiziano che per anni ha terrorizzato le casalinghe sul pericolo islamico con la minima espressione facciale possibile, si dovrà contendere il posto di Europarlamentare nella circoscrizione Nord-Ovest con Emanuele Filiberto di Savoia, principino biondo e dal sorriso smagliante, vincitore di "Ballando con le stelle", che sulle pagine de Il Giornale rassicura sulle sue capacità: «Parlo cinque lingue, conosco la metà dei capi di Stato europei e dell’altra metà sono parente». Si accettanno scommesse.