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mercoledì 13 maggio 2009

E imparare prima l'italiano?

Una commentatrice esagitata pone - da giorni - la stessa, identica, domanda riguardo la costruenda moschea di Torino: "In quale lingua sarà fatto il sermone?". Io ho risposto, molto candidamente, che se è proprio un'appassionata di sermoni islamici, si procuri un interprete o vada a seguire un corso di arabo (che volete? Ognuno porta acqua al suo mulino). Poi ho aggiunto "Da quando in qua anche quelli che si professano atei dicono la loro sul modo in cui devono pregare gli altri? E perché allora gli islamici non si mettono a sindacare sulla messa in latino e il matroneo delle sinagoghe?". Ebbene, la commentatrice in questione ha concluso che l'Imam "predicherà in arabo, come ci hai gentilmente informati". In realtà io non l'ho informata di un bel nulla, anche perché l'Imam in questione ha già chiarito che la predica è bilingue da anni. Bastava informarsi. La cosa interessante, però, è che la stessa commentatrice aggiunge "Forse perchè in Italia la maggior parte dei sacerdoti officia la messa in italiano e non in latino perchè altrimenti anche qui nessuno capirebbe una mazza del rito, e perchè è l'italiano e non il latino (o l'arabo) la lingua del paese in cui voi islamici vivete? E che sempre in Italia anche le sinagoghe il matroneo lo celebrano in italiano pure loro, oltre ad essere numericamente poche?". Al di là del fatto che quanto la lettrice afferma configura «una crisi di obbedienza verso il Santo Padre», per usare le parole del segretario della Congregazione per il Culto, voglio sommessamente far notare che "matroneo" non è un culto ebreo da celebrare in italiano. Dicasi "Matroneo" di "un balcone o loggiato posto all'interno di un edificio e originariamente destinato ad accogliere le donne (derivante appunto da "matrona"). Oggi, i matronei non sono usati: si continua però a fare sedere le donne da una parte e gli uomini dall'altra. Ma è interessante rendersi conto che l'appassionata di culti esteri che si straccia le vesti affinché l'Imam faccia il suo sermone in italiano, non conosce niente di ebraismo, architettura e tanto meno di italiano. Consiglio di cominciare subito con l'italiano. Altrimenti c'è il rischio che, all'inaugurazione della moschea, le risulti incomprensibile anche il discorso delle autorità del paese in cui vive.