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domenica 21 giugno 2009

Le Mummie italiane.

Uomo avvisato, mezzo salvato. Ci ha provato, molto gentilmente, un appassionato lettore di questo blog: "se conosci bene come sono fatti gli Italiani, sai che non puoi ottenere nulla di buono mettendoti contro la sacra nazionale di calcio". Eppure basta leggere i titoli apparsi su questo blog in occasione delle varie partite disputate dagli Azzurri, per capire che non ce la faccio a trattenermi. "Dietro il nuovo colosseo" e "Una vittoria meritata?" erano i miei primi - contestatissimi - interventi contro la nazionale italiana, per altro in occasione dei Mondiali. Seguirono "Forza Romania, Abbasso gli Azzurri", in occasione della partita Italia-Romania, "Vive la France, Abbasso gli Azzurri" in occasione della partita successiva e "¡Que Viva España!" in occasione della sconfitta per mano spagnola.

Apparentemente, è difficile spiegare ai lettori questa mia particolare avversione alla nazionale italiana dal momento che del calcio non me ne frega assolutamente nulla. L'ho anche scritto: il calcio non mi piace, non lo seguo, non tifo nessuna squadra. Le partite non le guardo, ancora meno quelle "importanti". Per quanto mi riguarda, è la versione moderna del Circo Massimo, del Colosseo. Al posto delle belve e degli schiavi, ci sono undici semi-analfabeti profumatamente pagati che prendono a calci un pallone. Pedine che fanno da paravento ad un impero occulto di diritti televisivi, di mercato pubblicitario, di sponsor, di tangenti, di sporcizia. E il popolo bue si eccita, si surriscalda, si scatena per gli "eroi": davanti a birre e pizze, tanto per stare in linea.

Ma è altrettanto vero che dietro quell'impero si nascondono interessi politici tutt'altro che marginali. Basti pensare che il Presidente del Consiglio, proprietario di un'importante squadra, ha imputato il significativo calo di consensi elettorali alle ultime Europee anche alla vendita di un singolo giocatore. I voti di alcune curve, gran parte delle quali sono di estrema destra, sono decisivi in alcune elezioni. Per di più c'è un particolarissimo rapporto, tutto italiano, tra calcio e i temi legati all'immigrazione. E non sono io a tirare fuori quello che, in altri paesi, sarebbe un improbabile nesso.

Basti ricordare l'uscita di Calderoli che commentò la vittoria degli Azzurri definendo «Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti». O il clima che ha circondato la partita Italia-Romania, talmente avvelenato al punto da costringere i leader della comunità rumena a chiedere ai tifosi romeni di non scendere per strada per festeggiare in caso vincesse la loro squadra del cuore. O i feroci inseguimenti di cittadini spagnoli per le strade di Milano dopo la vittoria della loro squadra, nell'assoluta indifferenza della polizia italiana.

Ecco, basta ricordare tutto questo per gioire della vittoria della squadra egiziana contro le "mummie italiane" e augurarsi, con tutto il cuore, che siano inseguiti anche stasera dalla Maledizione dei Faraoni.

Aggiornamento: vedo che ha funzionato :)