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domenica 7 giugno 2009

L'Harem del B. System

Scopro per puro caso, nell'archivio di Metropoli, supplemento del quotidiano La Repubblica con cui ho cominciato a collaborare, un articolo risalente al 2007 dove si parla di questo blog. Lo riporto qui, non solo per conservarne traccia nell'archivio "Articoli", ma anche perché il giornalista menziona un mio vecchio post che critica "la decadenza dei modelli culturali italiani e in particolare il ruolo delle donne, diventate «schiave, psicologicamente o materialmente, di un sistema che vuole apprezzare solo il loro “lato B”»". Un tema che è tornato prepotentemente d'attualità, ora che si parla tanto di Harem, velinismo, festini piccanti, foto proibite e giovani sicurissime di approdare in parlamento grazie a non meglio precisate competenze certificate dal B. System. Una polemica che ha spinto Repubblica a lanciare un appello delle donne insignite di onoreficienze contro il modello femminile propagandato dai media. All'epoca, però, quando scrissi l'articolo, venni letteralmente linciato dai commentatori, uno dei quali mi ha persino assegnato - d'ufficio - il premio "Militia Christi dei bigotti cattolici". Oggi, invece mi sono tolto l'ennesima soddisfazione, confermando la vocazione di questo blog come Oracolo delle vicende italiane.

Quel luogo dove si incontrano le idee tra cose serie e "didietro" delle Miss
di jaskarandeep singh

Repubblica-Metropoli, 28 ottobre 2007


La scelta della giuria di Miss Italia di giudicare il “dietro” delle concorrenti,non solo il davanti: è il tema di uno degli ultimi “post” di salamelik.blogspot.com, diario on line di Sherif El Sebaie, giornalista e scrittore oltre che insegnante di arabo al Politecnico di Torino. Il post continua criticando la decadenza dei modelli culturali italiani e in particolare il ruolo delle donne, diventate «schiave, psicologicamente o materialmente, di un sistema che vuole apprezzare solo il loro “lato B”». Oltre a far circolare informazioni, i blog creano “reti di solidarietà” tra i lettori, in modo che ognuno possa chiamare in causa gli altri su argomenti di interesse comune. Così Miguel Martinez, su kelebek.splinder.com, esprime solidarietà a un’amica che «rientra a casa dal lavoro e trova non solo scritte bellicose sotto casa, ma soprattutto il suo nome — e solo quello — imbrattato sul citofono», e riporta le foto del suo ingresso con le vili scritte “Stop Islam”.Poiché la rete è specchio degli argomenti più caldi nel comune sentire, sono numerosi i blog che trattano proprio dell’Islam da un punto di vista squisitamente culturale. Come quello di Najim (teallamenta.splinder.com), dove l’autrice traduce poesie, proverbi, storie e fiabe arabe, oltre a proporre letture. Anche Sunil, medico di origini indiane, predilige i temi di cultura e di costume; ha tre blog, in italiano, inglese e hindi (www.kalpana.it/ita/blog).In uno degli ultimi post riporta l’intervento corredato di foto della scrittrice indiana Arundhati Roy nel corso di un evento a Ferrara.Ci sono anche blog “a più mani” come «Na miti pena bula» (namitipenabula.blogspot.com/), curato da ragazzi italiani e della Guinea Bissau, che contiene tutte le informazioni su quel Paese, dalla storia alla politica, dallo sport alla situazione sanitaria. Chi vive a Roma, trova su romamulticulturale.blogspot.com una lista di ristoranti consigliati, ma può anche scegliere di restare a casa e cimentarsi ogni settimana con le ricette di un Paese diverso. Oltre ai post bilingui sulla multiculturalità, questo blog eccelle per la musica araba di sottofondo. Invece una pagina interamente dedicata ai rom, o meglio un «luogo di coscienza», come lo definiscono gli autori, è «Romano Lil», un giornale cartaceo divenuto telematico (romanolil. blog.tiscali.it) che si batte contro la «feroce persecuzione» che l’Italia conduce contro rom e sinti e contro un modo tutto italiano di risolvere i problemi: ingigantendoli e generalizzandoli.