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venerdì 31 luglio 2009

La falsa leggenda di Mohammed Sabaoui

Vi esorto calorosamente a pubblicare questo articolo sui vostri blog e mailing list.

In queste ore sta circolando su internet la traduzione italiana di un testo francese attribuito ad un tale Mohammed Sabaoui, "sociologo dell'università cattolica di Lille". Nel testo in questione, il presunto sociologo - ovviamente un "musulmano fondamentalista" - fa affermazioni del tipo "La nostra invasione pacifica a livello europeo non è ancora arrivata al suo culmine. Noi intendiamo agire in tutti i paesi simultaneamente. Dal momento che ci liberate sempre maggiori spazi, sarebbe stupido, da parte nostra, non approfittarne. Noi saremo il vostro cavallo di Troia" oppure "Le leggi della vostra Repubblica non sono conformi a quelle del Corano e non devono essere imposte a dei musulmani, che non possono essere governati che dalla sharia. Noi dunque agiremo per prendere questo potere che ci è dovuto. Incominceremo da Roubaix, che attualmente è una città musulmana per oltre il 60%. (...) Dopo le negoziazioni con lo Stato e il Dipartimento, noi proclameremo Roubaix enclave musulmana indipendente e imporremo la sharia (legge di Dio) a tutti gli abitanti".

Ora basterebbe avere un po' di buonsenso per fiutare la bufala da almeno 300 km di distanza. Si, certo: l'Occidente è civile, democratico, aperto al dialogo e garantisce la libertà di espressione. E gli occidentali sono - a detta degli islamofobi - tutti degli eunuchi che si preparano a pregare con il culo per l'aria cinque volte al giorno. Ma non si era ancora visto un sociologo musulmano fondamentalista che sbandiera i Protocolli dei Savi di Sion in salsa islamica da un'università cattolica. Francese, per di più. Quando si sa benissimo che i francesi sono tutto fuorché degli smollaccioni quando gli si tocca la République: hanno vietato il velo nei luoghi pubblici e hanno persino negato la cittadinanza ad una che aveva il burka perché “ha adottato, in nome di una pratica radicale della sua religione, un comportamento sociale incompatibile con i valori della società francese, con particolare riferimento all'uguaglianza dei sessi". Viene quindi naturale chiedersi come fa, di questi tempi, un musulmano fondamentalista a balterare impunemente di enclave islamiche indipendenti da un'università cattolica?

E in effetti a me il dubbio è venuto. Anche perché gli unici riferimenti al Sabaoui in rete sono quelli relativi alle sopra riportate affermazioni. Un po' strano per uno che lancia provocazioni col bazooka. E' così che ho scoperto che queste affermazioni non sono mai state proferite da Mohammed Sabaoui semplicemente perché non esiste nessun Mohammed Sabaoui. Lo dice un comunicato dell'Università di Lille - datato 22 aprile 2008 - che afferma che "L’Università Cattolica di Lille conferma che, dal 1996, data della prima diffusione di queste informazioni, questa persona non ha mai fatto parte degli effettivi dell'Università, né come studente, né come insegnante o membro del personale. Essa condanna vivamente le tesi sviluppate in questi messaggi e articoli, attribuiti a questa persona di cui l'esistenza oggi non è stata provata". E in effetti Le Monde Diplomatique, in un editoriale di giugno 1997, parlava già di "falsificazione di un colloquio pubblicato nel "Paradoxe di Roubaix". Un volantino che turba affermando che "Roubaix, città musulmana con una maggioranza del 60%" diventerà un "enclave musulmana indipendente". L'autore del "Paradoxe di Roubaix", Philippe Aziz, aveva - già all'epoca - immediatamente smentito che il suo libro contenesse il sucitato colloquio. Anzi, se volete proprio saperla tutta, secondo i quotidiani Le Monde, La Voix du Nord e Nord-Eclair, il libro stesso è una bufala: la percentuale che quantifica la presenza musulmana nella città di Roubaix al 60% non è basata su statistiche o ricerche ma è l'esito di una passeggiata durante la quale l'autore ha visto in giro "tantissimi musulmani".

Ora, se i siti che hanno lanciato e diffuso la "bufala Sabaoui" in Italia, paventando persino il rischio di un'invasione islamica del Bel Paese, agiscono in buona fede, dovrebbero ritirarla immediatamente, pubblicare una rettifica sul loro sito ed inviarla a chiunque l'abbia da loro ripresa. Mi riferisco in particolare al sito Informazione Corretta, un sito di propaganda filo-israeliana, che ha pubblicato queste affermazioni con un'insistenza a dir poco curiosa: prima il 20 maggio 2008, e poi di nuovo il 28 luglio del 2009 e ancora una volta ieri. E, guarda caso, proprio in questi giorni si assiste ad un abnorme diffusione di questo testo nella rete italiana. Invierò ad Informazionecorretta il link al comunicato dell'Università di Lille e all'editoriale di Le Monde e chiederò la rettifica. Vi terrò informati sugli sviluppi. A proposito: l'Università di Lille ha promesso di querelare chiunque contribuirà alla diffusione di queste false informazioni. E infatti il sottoscritto provvederà volontariamente e personalmente a segnalare all'Università in questione chiunque, in Italia, si ostinerà a portare avanti questa opera di disinformazione, nonostante le segnalazioni comprovanti la loro falsità.

Sherif El Sebaie (Http://salamelik.blogspot.com)