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mercoledì 1 luglio 2009

On. Sbai, si occupi degli italiani!

Torino, finanziamenti trasparenti alla moschea
Sherif El Sebaie

Repubblica-Metropoli, 28 giugno 2009

L’erigenda moschea di Torino, primo luogo di culto privato in Italia a beneficiare di un finanziamento del Regno del Marocco, continua ad essere al centro di accese polemiche politiche. Souad Sbai, parlamentare del PDL, ha recentemente annunciato ai media di voler riferire in parlamento circa il contenuto di un articolo apparso su un quotidiano di Casablanca, Assabah, secondo il quale “L’intelligence marocchina ha svolto indagini sulla somma di due milioni di euro trasferiti dal Marocco sul conto personale di un appartenente all’associazione islamica in Italia, UMI, Unione Musulmani in Italia” scoprendo che “l’associazione ha ricevuto la somma da ignoti in Marocco”. Il comunicato inviato dall’assistente dell’ On. Sbai si conclude affermando che questa supposta indagine ha di fatto “negato un coinvolgimento del Governo di Rabat in tale operazione” ponendo “la comunità marocchina in Italia in una posizione di forte preoccupazione e la spinge a voler sapere che fine abbiano fatto questi soldi e chi sia l’ignoto finanziatore”. Inutile dire che tali affermazioni hanno suscitato un allarmismo politico del tutto ingiustificato. Eppure dai parlamentari ci si aspetterebbe un controllo preventivo sull’attendibilità delle informazioni che si intendono portare in parlamento e non un acritico copia-incolla dalla stampa estera condito da isterici commenti. A fornire risposte certe, infatti, ci ha pensato il sottoscritto pubblicando sul proprio blog, in anteprima assoluta, il documento di trasferimento bancario che attesta il versamento di una somma di denaro da parte del Ministero degli Affari religiosi del Marocco all’Unione dei Musulmani d’Italia con la motivazione “Acquisto immobile associazione culturale”. Il coinvolgimento del governo marocchino e la trasparenza dell’operazione sono quindi fuori discussione. Anzi, persino il Ministro Frattini ha incoraggiato quest’ attività del governo marocchino, sottolineando l’impegno di quest’ultimo nel contrasto dei gruppi fondamentalisti, nella formazione degli Imam e nell’identificazione di referenti affidabili per la comunità marocchina. Il fatto che l’On. Sbai non fosse al corrente del coinvolgimento del governo del proprio paese di origine nel finanziamento del progetto e che le autorità diplomatiche marocchine non l’abbiano nemmeno degnata di una risposta pubblica è davvero curioso, soprattutto se si tiene in considerazione che l’On. Sbai è un parlamentare dello stesso partito di cui è esponente il Ministro Frattini. Ancora più curioso, alla luce della presa di posizione del Ministro, che il Comune di Torino continui ad essere soggetto, proprio sulla base delle informazioni riferite dall’On. Sbai, alle molestie politiche dell’opposizione di destra per il sostegno istituzionale dato al progetto. Evidentemente ci si dimentica che l’On. Sbai sarà pure una parlamentare italiana, ma per il Marocco è una cittadina qualsiasi: non lo rappresenta a livello diplomatico né può vantare l'esclusiva della rappresentanza della sua comunità d'origine in Italia. A questo punto sarebbe davvero auspicabile che l’On. Sbai si occupi delle esigenze degli italiani che l'hanno eletta piuttosto che far perdere tempo al parlamento italiano.