Notizie

Loading...

giovedì 30 luglio 2009

Una bella cellula di terroristi...

"Abbiamo scovato e denunciato una bella cellula di Al Qaida in Italia, tra un blog, un forum e un video di You Tube, una di quelle che si nascondono dietro sermoni prolissi sulla Costituzione italiana e accusano il governo di non farla rispettare, uno di quelli che indica i nemici da eliminare in personaggi coraggiosi come Magdi Cristiano Allam, Souad Sbai, l’avvocato Loredana Gemelli, costringendoli a vivere nella paura, e non tutti adeguatamente protetti dal nostro Stato; uno di quelli che intimidiscono i giornalisti che, come chi scrive, continuano a occuparsi di fondamentalismo islamico in Europa, con querele e minacce indirette. (...) Il capo si fa chiamare Usama , è probabilmente italiano, sicuramente laureato in Diritto, e studioso della sharia. (...) un blog italiano, http://unpoliticallycorrect.ilcannocchiale.it, lo ha beccato e segnalato a chi frequenta senza timore la minaccia jihadista e cerca le cellule nascoste di Al Qaida in Italia. (...) Attenzione, non c’è in quello che scrivo nessuna esagerazione, nessuna enfasi inappropriata. (...) Bisogna tornare su http://unpoliticallycorrect.ilcannocchiale.it e soffermarsi su questa sequenza: si comincia da un’immagine di Al Zawahiri che inneggia alla Guerra Santa contro i cristiani, si scende e arriva a Bin Laden, capo indiscusso di Al Qaida e finanziatore del jihad fondamentalista, poi ancora giù e compare una mitraglietta con tanto di spiegazione sul modello, sulle caratteristiche. Sembra un invito all’acquisto, un modo per dire: «Comprate che ve ne saremo grati». Ancora più in basso ed ecco l’ultima immagine. È una foto di Souad Sbai, ha gli occhi coperti e una scritta sulla pancia: «È una musulmana nemica di tutti i musulmani». Ha tutta l’aria di essere la foto di un obiettivo.

Maria Giovanna Maglie, "Se tocchi l'Islam "muori": su internet le minacce a chi denuncia gli estremisti", su Il Giornale

"Le ultime due foto sono due fotogrammi presi da alcuni video realizzati da Usama stesso (spiegheremo tra breve) mentre le prime tre sono altre foto pubblicate dalla blogger: una foto di Al Zarqawi, una di Bin Laden, e una con un mitragliatore. Queste ultime tre foto, però, niente hanno a che vedere con quanto pubblicato su Internet da Usama. Ho chiesto spiegazioni alla blogger via mail. Le ho chiesto se solo le ultime due foto sono prese dai video di Usama. Lei mi conferma: “Sì, le ultime due. Gli altri video appartengono ad un italiano convertito all’islam. Ad ogni modo, si linkano a vicenda” (...) Nella pagina Live Space di Usama, c'è un bottone: “Usama non è incluso/a nella tua rete di amici. Aggiungi Usama come amico”. Allora, per curiosità, verifichiamo anche su Facebook. Sorpresa: lo troviamo anche là. Un terrorista pericolosissimo con il suo nome su Facebbok: già che c’erano quelli de Il Giornale avrebbero potuto chiedergli l’amicizia sul social network e fare un’intervista sensazionale direttamente in chat.

Federico Mello, autore de "L'Italia spiegata a mio nonno" (Mondadori, 2007), sul suo blog

"Avevo diciassette anni quando riapparve una delle mie sorelle naturali, Ivana, la maggiore, che mi aveva rintracciato dopo lunghe ricerche. Non sapevo nulla di lei, mi attaccai comunque al legame di sangue che ci univa e decisi di andare a vivere con lei e il marito. Proprio in quel periodo iniziai anche la corrispondenza con Hesham. Dopo neppure un'anno, Ivana mi comunicò che mi sarei dovua trovare un'altra sistemazione. Lei e la sua famiglia avevano bisogno di più spazio, e per di più, io non lavoravo ancora e quindi non contribuivo al loro bilancio. La mia relazione con Hesham, conosciuto attraverso le pagine di un giornale, non sembrava preoccuparla, anzi. (...) "Stefania, cosa vuoi che ti succeda?" mi incoraggiava Ivana "non vedi quante volte ti scrive e ti telefona Hesham? Non può essere un uomo cattivo. E, in ogni caso, qui da me non potresti continuare a stare. Se sei furba, te lo sposi: è ricco, ha una buona posizione. Sei fortunata, tu. Vedrai che con lui ti sistemi per tutta la vita".

Stefania Atzori, curatrice del blog citato dalla Maglie, racconta su un instant-book che ho trovato su una bancarella come è ingenuamente iniziata la sua tragica esperienza matrimoniale con un cittadino egiziano residente in Kuwait. La sua esperienza adolescenziale diventa però nientepopodimeno che un paradigma internazionale sulla retrocopertina del libretto: "l'amore e l'odio per un uomo e per un mondo, la drammatica denuncia dell'abisso culturale fra due civiltà". La Atzori è una nostra vecchia conoscenza: su La Padania aveva scritto, quattro anni fa, che questo blog contiene "materiale che dovrebbe destare preoccupazione o quantomeno un interessamento da parte delle autorità". Infatti un interessamento l'autore di questo blog l'ha destato: quello del Dipartimento di Stato Americano che mi ha ufficialmente invitato negli Stati Uniti. E all'epoca c'era ancora Bush...

Buone notizie per Maria Giovanna Maglie. L'inchiesta per truffa in cui è coinvolta la giornalista televisiva deve essere archiviata: la richiesta è del Pm della Procura circondariale presso la Pretura Maria Teresa Covatta che ha concluso le indagini sulla documentazione presentata dagli ispettori della Rai. Negli ultimi mesi dello scorso anno i vertici di viale Mazzini avevano infatti presentato una documentazione delle spese della ex corrispondente da New York del Tg2, ipotizzando che la giornalista avesse commesso delle irregolarità nella fatturazione per i rimborsi. In particolare erano state allegate le note spese di 2 milioni e mezzo al mese presentate da Maria Giovanna Maglie per l' acquisto di libri, giornali e riviste; e quelle di oltre 6 milioni al mese per taxi, nonostante avesse a disposizione un auto in leasing che costava alla Rai 1.150.000 lire al mese. Il Pm, pur ritenendo le spese "indubbiamente elevatissime", ha ritenuto che "è del tutto impossibile raggiungere la prova di una falsa rappresentazione delle spese". Per questo ha chiesto al Gip l' archiviazione della posizione della giornalista.


Il Corriere, 1994