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mercoledì 5 agosto 2009

Elisabetta Canalis e il Mullah in topless

Elisabetta Canalis nel film Decameron Pie
Desidero fare i miei più sentiti complimenti a Georges Clooney per la presunta "love story" con Elisabetta Canalis. Si tratta di un decisivo salto di qualità per Clooney e sicuramente un buon augurio alla Canalis. Leggo infatti che "le pas­sate fidanzate di Clooney non hanno fatto una gran carriera: non si sa più niente del­la ex cameriera francese, né della ex spo­gliarellista del Nevada, con cui si era fatto vedere negli anni passati". Sono però un pochino preoccupato per l'amico Georges, non vorrei che andasse incontro ad una delusione affettiva: sarà anche l'uomo più sexy del pianeta, ma gli manca un po' di melanina. Alla Canalis, infatti, "piacciono i neri. Spesso li trovo più sexy. E, quando vedo una coppia mista, mi ci riconosco molto". Vi avverto però (non io, la Canalis) che lei non sopporta "le battutine a sfondo sessuale. Uomo nero uguale stallone. Quello è uno stereotipo da razzisti". Affermare però, come ha fatto in un'intervista al Corriere Magazine, "Non visiterei mai i paesi islamici", non è razzismo. La ragazza si impegna, cerca di rilasciare interviste interessanti e al passo con l'attualità, visto che nei film le chiedono solo di mostrare qualcos'altro. E poi si sa benissimo che dalle parti degli islamici difficilmente accetterebbero una Canalis travestita, che ne so, da Mullah in topless. Qui è un'altra cosa, si è travestita da suora con tanto di crocefisso penzolante tra gli attributi materni e nessuno ha fiatato. Manco il Papa. E' solo questione di sicurezza personale, quindi: senza l'invito di un Emiro mutimiliardario, la Canalis rischierebbe la Fatwa. E lei non può permettersi una cosa del genere. E' risaputo, infatti, che il principale problema delle donne minacciate dai fondamentalisti islamici è come «fare shopping ora che dovrò girare con la scorta». Chiedetelo a chi ci è passato.