Desidero fare i miei più sentiti complimenti a Georges Clooney per la presunta "love story" con Elisabetta Canalis. Si tratta di un decisivo salto di qualità per Clooney e sicuramente un buon augurio alla Canalis. Leggo infatti che "le passate fidanzate di Clooney non hanno fatto una gran carriera: non si sa più niente della ex cameriera francese, né della ex spogliarellista del Nevada, con cui si era fatto vedere negli anni passati". Sono però un pochino preoccupato per l'amico Georges, non vorrei che andasse incontro ad una delusione affettiva: sarà anche l'uomo più sexy del pianeta, ma gli manca un po' di melanina. Alla Canalis, infatti, "piacciono i neri. Spesso li trovo più sexy. E, quando vedo una coppia mista, mi ci riconosco molto". Vi avverto però (non io, la Canalis) che lei non sopporta "le battutine a sfondo sessuale. Uomo nero uguale stallone. Quello è uno stereotipo da razzisti". Affermare però, come ha fatto in un'intervista al Corriere Magazine, "Non visiterei mai i paesi islamici", non è razzismo. La ragazza si impegna, cerca di rilasciare interviste interessanti e al passo con l'attualità, visto che nei film le chiedono solo di mostrare qualcos'altro. E poi si sa benissimo che dalle parti degli islamici difficilmente accetterebbero una Canalis travestita, che ne so, da Mullah in topless. Qui è un'altra cosa, si è travestita da suora con tanto di crocefisso penzolante tra gli attributi materni e nessuno ha fiatato. Manco il Papa. E' solo questione di sicurezza personale, quindi: senza l'invito di un Emiro mutimiliardario, la Canalis rischierebbe la Fatwa. E lei non può permettersi una cosa del genere. E' risaputo, infatti, che il principale problema delle donne minacciate dai fondamentalisti islamici è come «fare shopping ora che dovrò girare con la scorta». Chiedetelo a chi ci è passato.


