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domenica 9 agosto 2009

Sogni autorevoli

Sembrava un sogno. Nel giorno del 53esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, il Presidente della Repubblica Napolitano ha autorevolmente affermato che l' "Integrazione per gli immigrati" è un' "esigenza sociale e civile e un diritto fondamentale, il cui concreto soddisfacimento sollecita massima attenzione e impegni coerenti da parte delle istituzioni e di tutte le forze sociali". E' la prima volta in assoluto, credo, che un alto rappresentante politico parla dell'integrazione come un diritto e non come un dovere. Ribaltando l'impostazione politico-mediatica che dipinge l'integrazione come una brutta medicina da somministrare a dei bambini riottosi. Il Presidente della Camera Fini, invece, ha autorevolmente ribadito ciò per cui io vengo quotidianamente insultato su questo blog: "gli immigrati non sono ospiti momentanei. Chi lo pensa e parte con il presupposto che poi vadano via non ha capito nulla". Marcello Veneziani, editorialista di Libero, ha autorevolmente (nei limiti concessi da un quotidiano come Libero) scritto: «l'Italia è un paese razzista. Nel nostro Paese c'è un razzismo inquisitorio e poliziesco. Basta avere la pelle un po' scura per scatenare sospetti e panico». Poi Bossi mi ha autorevolmente svegliato: «Noi andavamo a lavorare non ad uccidere la gente». E la Mafia italiana negli Stati Uniti? Quella si che era un sogno. Per Bossi, s'intende.