Sembrano parzialmente confermate le voci, già
anticipate su questo blog, secondo cui una bevanda a base di datteri e latte di cammella sarebbe all'origine della svolta filo-libica del Ministro Calderoli. Leggo infatti
sul Corriere che
"a casa di Roberto Calderoli stanno per arrivare due cammelli. Nientemeno. Andranno ad aggiungersi all’orsa, al lupo e ai cani che già vagano per la tenuta dell’eccentrico ministro alla Semplificazione: «Sono quelli — spiega lui — che Gheddafi ha promesso in dono a Silvio Berlusconi. Con il premier siam già d’accordo: quando arrivano, li prendo io»". Dal Corriere non si evince alcuna presenza di suini, dettaglio alquanto strano - considerata la proprietà - ma che rende molto più facile il pellegrinaggio degli immigrati islamici verso la tenuta del Ministro. Nel 2005, infatti, Calderoli aveva affermato, riferendosi a questi ultimi: "
Tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla a ballare con le scimmie". Un immigrato ha entusiasticamente affermato in un'intervista: "
Ora non biù necessario tornare a deserto. Basta andare a casa di Ministro".