Spesso e volentieri gli abitanti del Bel paese sottolineano che
"quando andiamo nei loro paesi, ci atteniamo scrupolosamente alle loro regole". Non si capisce allora perché i piloti delle Frecce Tricolori, invitati in Libia a spese
del governo libico, non si adeguano ai voleri del popolo libico rilasciando nel cielo una traccia verde, simbolo della rivoluzione del Fratello Colonello. Anche un bambino di tre anni avrebbe previsto
le tensioni collegate alla scarica dei colori della bandiera italiana sui cieli di Tripoli. Il feroce colonialismo italiano ha colorato il suo suolo con il rosso del sangue. Aggiungere pure il bianco e il verde sulle note del "Vincerò" era un'idea quanto meno discutibile, se non addirittura di pessimo gusto.