Notizie

Loading...

lunedì 28 settembre 2009

Ordinaria amministrazione

Tranquilli...sono tutti episodi isolati. Infatti ne capita solo uno al giorno (nel migliore dei casi).

Due ragazzi di origine egiziana sono stati picchiati, secondo quanto riferito alla polizia "senza motivo", da quattro ragazzi italiani con calci e pugni. È successo la scorsa notte a Milano in via Chiese all'angolo con via Sarca. Le vittime sono due egiziani di 22 anni e 27 anni, regolarmente residenti in Italia, entrambi hanno riportato ferite non gravi e sono stati portati al pronto soccorso del S. Raffaele. Secondo quanto i due immigrati hanno raccontato alla Polizia giunta sul posto, si tratterebbe di una aggressione a stampo razzista. I quattro italiani sarebbero, infatti, scesi dalla loro macchina, una Y 10, e senza alcun motivo si sarebbero scagliati contro i due con calci e pugni, per poi rimettersi in macchina e scappare. (Leggo)

L'automobilista è una donna di colore originaria del Congo. Vive in Italia da 20 anni, da 15 abita a Udine e una cosa così – dice – «non le era mai capitata prima».(...) Il diverbio scoppia proprio all’uscita della scuola di via della Roggia, di fronte agli occhi sgranati di decine di bambini e genitori che assistono increduli a quanto sta accadendo. B.M. sa di non aver fatto un parcheggio perfetto, ma quando viene insultata da tre donne anche per il colore della sua pelle pretende delle scuse e rimedia uno sputo in faccia e un morsicone alla mano. La “discussione” degenera: spinte, strattoni, anche calci e pugni. Qualcuno prova a intervenire per mettere fine allo scontro mentre B.M. decide di chiamare i carabinieri. «Mi hanno sputato in faccia dicendomi “brutta negra tornatene in Africa”. (...) Il referto dei medici parla di una prognosi di 15 giorni.(Il giornale del Friuli)

Erano le tre della notte tra Venerdì e Sabato della scorsa settimana: un autobus con targa romena è (...) in attesa di ripartire verso Bucarest la mattina seguente. All’improvviso un commando di giovani, approfittando dell’oscurità e del fatto che nessun testimone si aggirava nei paraggi, ha cosparso il mezzo con liquido infiammabile e gli ha dato fuoco. Sviluppatesi le fiamme l’autista, un padroncino romeno di soli trentacinque anni che dormiva all’interno del mezzo, è stato svegliato dal loro crepitio, giusto in tempo per salvarsi e sentire gli aggressori allontanarsi dal luogo gridando “ Vi bruceremo tutti vivi cani di romeni che non siete altro”. Nel disperato tentativo di uscire dal mezzo in fiamme il romeno si è ustionato a braccia e gambe ed è stato ricoverato al centro grandi ustionati dell’ospedale romano di Sant’ Eugenio con ustioni sul 20% del corpo. Nei pressi i carabinieri della locale stazione hanno rinvenuto la tanica usata dagli attentatori razzisti. Il mezzo è andato distrutto. (Agoravox)

Presa a schiaffi davanti alla sua bambina e insultata con epiteti razzisti da due ragazzine italiane a cui la donna, di origini nigeriane, aveva chiesto di spegnere la sigaretta che le due fumavano tranquillamente a bordo di autobus. E' accaduto a Tor Bella Monaca (...) "Stavamo sull'autobus per portare a scuola i nostri bambini che frequentano il nostro istituto - ha detto la testimone, Maria Edima Venancio Rocha, di origine brasiliana - la mia amica ha visto queste due quindicenni che avevano acceso una sigaretta all'interno della vettura e ha chiesto loro di spegnerla perché dava fastidio alla sua bambina. Per tutta risposta, le due hanno cominciato a insultarla con frasi come 'Brutta negra, stai zitta, tornatene al paese tuo'. Quando siamo scese alla fermata le due ci hanno seguito e hanno preso a schiaffi la mia amica". In quel momento, continua il racconto, è passato un camper della polizia. Secondo quanto sostiene Venancio Rocha, "la roulotte si è fermata e quello che è accaduto è incredibile. Le due ragazze, che stavano ancora lì sul posto, sono state mandate via dagli agenti senza essere identificate. E' stata, invece, identificata la mia amica a cui hanno comminato pure una multa di 3mila euro, non abbiamo capito perché. Ora andremo a fare immediatamente la denuncia. E' assurdo, la mia amica è una persona per bene, che lavora e queste cose non devono succedere". (Repubblica)

Una croce celti­ca e una svastica sui finestri­ni dell’auto. Una scritta razzi­sta, «negra», sul parabrezza. E’ successo a Gloria Okoro­cha, studentessa 24enne, fi­glia del dottor Okorocha, ni­geriano, laureatosi a Padova e scomparso dodici anni fa, e di Sandra Tardivo, docente di lettere all’istituto Meucci di Cittadella. Il fatto è accadu­to mercoledì scorso a Gallie­ra Veneta, nel Padovano. Glo­ria è rientrata venerdì, per il weekend, da Bologna, dove sta preparando la tesi in lette­ratura comparata. «Se qual­cuno fa quello che ha fatto - ­dice la ragazza - significa che c’è un clima che glielo permette: non lo fa sentire solo, isolato. Qui molte cose non funzionano, oltre al raz­zismo. Adesso, ancor di più, voglio andarmene dall’Ita­lia (...) E’ quello che sta succe­dendo qui a volermi fare an­dare via. Io sono italiana, so­no nata qui, non so cosa pos­sa capitare a uno straniero che viene in Italia».». (Corriere)