
Wilders, il deputato dal ciuffo giallissimo e dall’occhio ceruleo finito sotto processo per incitamento alla discriminazione e all’odio religioso, l’uomo che vince le elezioni gridando «No all’Eurarabia» o «l’Olanda agli olandesi », e invocando la cacciata di tutti gli immigrati musulmani «che non rispettano la nostra cultura», lo stesso che per le sue idee viene espulso dalla Gran Bretagna e che i nemici beffardi chiamano «il più bianco dei bianchi», insomma proprio lui sarebbe in qualche modo «nero»: figlio e nipote di immigrati dall’Asia, pronipote di meticci dalla pelle scura, discendente di musulmani. (...) Parentele neppure troppo lontane, poi: già la nonna materna di Wilders, Johanna Ording-Meijere, moglie di un colono olandese nelle ex-Indie Orientali (l’attuale Indonesia, il più grande paese a maggioranza musulmana nel mondo) avrebbe avuto, come si usa dire, sangue misto. Tutto questo ha rivelato un esperto di genealogia, ricostruendo l’«albero» dei Wilders, e ora lo conferma - con uno studio di sei pagine appena pubblicato sul settimanale dei Verdi di Amsterdam - un’antropologa culturale, Lizzy van Leeuwen, che ha svolto lunghe ricerche negli archivi nazionali e che aggiunge un pizzico velenosetto della sua scienza alla zuppa già piccante delle polemiche: anche il ciuffo quasi albino e clamorosamente ritinto di Wilders, dice infatti la studiosa, si può spiegare con la volontà di nascondere certe radici, di fuggire da un passato familiare che Wilders avrebbe sempre nascosto o dimenticato, tant’è che non lo cita nelle sue biografie. E anche le sue idee sarebbero così radicali, proprio per il desiderio di chiudere certe pagine. (Corriere)

