Notizie

Loading...

domenica 4 ottobre 2009

L'omertà, un "uomo" e 4 bimbe marocchine

I miei lettori sanno che, da tempo, il sottoscritto raccoglie in un' apposita sezione del blog atti di criminalità comune o di razzismo commessi da cittadini italiani a danno di cittadini stranieri. La sezione è ironicamente intitolata "Brava Gente". Non ce ne sarebbe stato bisogno, se i quotidiani in Italia non facessero questo gioco al contrario, ovvero sottolineando la nazionalità dell'aggressore ogni qualvolta questi fosse straniero, col risultato che "l'opinione pubblica" italiana è ormai del tutto convinta che gli italiani siano "brava gente" e "vittime" a prescindere e gli stranieri invece "quasi tutti delinquenti".

Il mio intento - e l'ho ripetuto mille volte - non è quello di dimostrare che "gli italiani sono tutti razzisti" partendo da episodi di cronaca nera, come fanno invece i media italiani a ruolo invertito con gli extracomunitari, ma quello di provare che non esiste "brava gente" o "cattiva gente" per definizione etnica. Mi sembrava, all'inizio, un ragionamento del tutto elementare ma evidentemente non è cosi, visto che quasi ogni giorno ricevo vere e proprie "fatwe" elettoniche nella casella di posta. Pazienza.

Ci sono però due altri obiettivi dietro questa mia attività di certosina catalogazione: il primo è quello di permettere - a chi è interessato - di rendersi conto da solo, sfogliando le pagine di questo sito (diventato nel tempo un vero e proprio osservatorio sul razzismo e non solo in Italia, e quindi meta di pellegrinaggio di sociologi e studenti di tutta la penisola) del numero impressionante di episodi in cui le vittime sono extracomunitarie. Detto cosi, ovviamente non significa niente, ma - mediaticamente parlando - significa molto.

Salta agli occhi immediatamente che gli episodi dove i "carnefici" sono italiani ricevono una copertura mediatica mille volte inferiore. Cosi come salta agli occhi un certo tipo di linguaggio omertoso, in alcuni casi persino giustificatorio. Perché? E' una domanda interessante, a cui - purtroppo - pochi hanno il coraggio di rispondere. Col risultato che, prima o poi, ci troveremo a gestire una situazione a dir poco esplosiva.

Ora prendete questo recentissimo episodio, tratto da Repubblica:

Un uomo di 57 anni è stato arrestato a Carpenedolo dopo essere stato trovato seminudo in un'auto con a bordo quattro bambine di età compresa tra i cinque e i 12 anni. A notare l'auto, con a bordo l'uomo e le piccole, è stata una pattuglia della polizia stradale di Montichiari (Brescia). Le bambine, due coppie di sorelle di origine marocchina, cugine tra loro, quando sono state soccorse dagli agenti erano in lacrime. L'uomo, un agricoltore, è un vicino di casa di due di loro e che le avrebbe adescate in un parco giochi nei pressi di un centro commerciale dicendo loro che le avrebbe portate a casa. Agenti in servizio di perlustrazione hanno notato l'auto ferma in una stradina laterale della provinciale 343, nascosta dagli arbusti. Insospettiti dalla posizione del veicolo si sono avvicinati. All'interno c'erano l'uomo nudo dalla cintola in giù e le bambine. Al momento dell'arresto il cinquantasettenne ha provato a opporre resistenza scatenando una colluttazione ma in breve tempo è stato immobilizzato e ammanettato. E' accusato di sequestro di minorenni, atti osceni in luogo pubblico, atti sessuali con minorenni..

Repubblica parla genericamente di "un uomo". Il che mi fa pensare - all'istante- che stiamo parlando di un cittadino italiano. Non perché gli italiani siano pedofili a prescindere (Apro una parentesi per far notare ai blogger che dipingono Maometto - che visse quando l'aspettativa di vita era di circa 40 anni - come un pedofilo che "i consumatori italiani di pornografia minorile sono triplicati in quattro anni, con un incremento del 188% rispetto al 2004, il che pone l'Italia al quinto posto della classifica dei paesi del G8, che sono proprio i primi otto Paesi 'consumatori' di pornografia minorile, con una domanda che assorbe circa i tre quarti degli scambi mondiali") ma semplicemente perché basta saper interpretare il linguaggio dei media italici: se il pedofilo fosse stato marocchino, il titolo e l'esordio dell'articolo sarebbe sicuramente stato: "marocchino, 57 anni, sorpreso in macchina ecc ecc". E non un generico "uomo". Visto che però si è optato per gli asettici "un uomo", "l'uomo", "il cinquantasettenne" ci sono centouno possibilità su cento che non sia né marocchino, né rumeno, né peruviano e tanto meno cinese. E' un vizio tipicamente italiano, infatti, quello di strombazzare la nazionalità quando l'aggressore è straniero e nasconderla quando è invece italiano. Se questa non è omertà, sinceramente non saprei come definirla...