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venerdì 6 novembre 2009

Allah Bless America



Nato in Virginia. Laureato in biochimica alla Virginia Tech. Maggiore dell'esercito USA per vent'anni. Tre riconoscimenti: la National Defense Service medal, la Global War on Terrorism Service medal e l’Army Service Ribbon. Eppure è di origine palestinese e di fede islamica, frequenta la moschea e fa la spesa al supermercato della base con indosso la tipica tunica bianca che i musulmani portano per la preghiera del Venerdi. Avrebbe potuto essere un perfetto esempio dell'integrazione islamica all'americana. Un modello di cui sono stato entusiasta testimone nel 2008, quando venni ufficialmente invitato dal Governo statunitense e dal Dipartimento di Stato USA per appurare in loco l'elevatissimo grado di integrazione e benessere raggiunto dalla comunità islamica locale.

Sfortunatamente, però, stiamo parlando dello stesso uomo che ha ucciso dodici commilitoni e ferito altri 31 perché non voleva andare in Iraq: Il maggiore Nidal Malik Hasan, 39 anni. Le cause scatenanti sembrano chiare ed evidenti: stiamo parlando di un medico che si occupa di problemi mentali, rimasto evidentemente impressionato e traumatizzato dalle fobie e dagli squilibri dei soldati ritornati dal fronte iracheno. Nonostante la sua opposizione alla guerra e il fatto che si era rivolto ad un avvocato per evitare di essere mandato in Iraq, stava per essere mandato comunque proprio su quel fronte. Questo per non parlare delle discriminazioni e dei commenti anti-musulmani e anti-arabi che, a detta dei suoi famigliari, subiva da alcuni suoi commilitoni e da coloro che ne valutavano il rendimento. Che una "rotella" del suo cervello possa essere, ad un certo punto, "saltata" è un'ipotesi che non può essere scartata a priori.

Non è la prima volta che un soldato americano spara ad altri soldati americani: è il settimo episodio. Eppure sono sicuro che proprio questo sconvolgente e plateale "ammutinamento" verrà strumentalizzato in tutto il mondo occidentale per dimostrare che è impossibile confidare nell'integrazione dei musulmani. Per alimentare la paura e la sfiducia nei confronti degli immigrati islamici, dei loro figli e dei loro nipoti nati all'estero. Per spingere le autorità a rendere più difficile la concessione della cittadinanza, l'accesso ai posti pubblici e forse anche il rilascio dei permessi di soggiorno ai fedeli dell'Islam. Sono sicuro che nel Bel paese saranno in tanti a gongolare: ecco la prova lampante - diranno - che l'Italia fa bene a ostacolare la costruzione delle moschee, a non concedere il voto agli immigrati, a non rilasciare la cittadinanza automaticamente a chi nasce in Italia, a non permettere ad un marocchino di lavorare sui mezzi di trasporto pubblici. Non si rendono conto, costoro, che cosi non fanno che esasperare il clima inquisitorio ed accusatorio che favorisce lo stress, la tensione, la rabbia che possono essere strumentalizzate da parte dei fondamentalisti e dei guerrafondai.

Il fatto che un maggiore medico insignito di tre medaglie abbia commesso una strage in un paese dotato di un efficientissimo modello di integrazione, ma che non è stato attento - per ciò che concerne questo singolo episodio - al disagio psicologico patito da un suo dipendente, dovrebbe essere un campanello d'allarme. Nessuno aveva pensato a curare il medico che curava i soldati mandati al fronte. Nessuno si era reso conto del suo stato d'animo. Ma è proprio ora che si vedrà la differenza tra un paese come gli Stati Uniti e l'Italia. Negli USA questo episodio scatenerà sì un grande dibattito sui media, ma nello stesso tempo sarà oggetto di un'approffondita indagine - non solo poliziesca - sulle cause scatenanti, per elaborare immediatamente le contromisure sociali adeguate. Nonostante questa disgrazia, gli Stati Uniti continueranno ad arruolare personale islamico nelle fila dell'esercito, ad agevolare la costruzione delle moschee e a permettere ai musulmani in divisa di frequentarle il Venerdi. Gli USA rimarranno - in poche parole - quel grande paese fermamente ancorato alle libertà civili e religiose che ho conosciuto nel 2008.