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sabato 9 gennaio 2010

Francese, italianofilo, preoccupato

Caro Sherif El Sebaie,

Non La conosco e Lei non mi conosce. La seguo dalla Francia da parecchi anni (sono francese) ed apprezzo molto il suo blog, che mi dà informazioni su certi aspetti poco conosciuti dell'Italia odierna, specialmente se li si vedono da Parigi, ove risiedo. Si dà poi il fatto che da alcuni mesi sia cresciuto in me un durevole interesse per gli sviluppi recenti della politica italiana — sono, come Lei avrà capito, molto italianofilo, e recenti eventi politici mi hanno spinto a seguire attentamente quanto avviene oggi nella penisola.

Questa mia recente concentrazione sui quotidiani eventi sociali, politici ed economici ha destato molte preoccupazioni per un paese di cui amo particolarmente la cultura. E certamente la prima mia preoccupazione è quella che riguarda l'ondata di xenofobia che mi sembra divampare vomitevolmente dalle vostre parti. Qui in Francia non siamo purtroppo immunizzati da questo sentimento abietto, ed il nostro governo non esita ad incitare all'odio verso gli immigati; anzi, con le sue ultime proposte incoraggia subdolamente un'espressione chiaramente razzista, od almeno anti-immigrazione.

Nondimeno ho l'impressione che la situazione italiana sia ancora molto più pericolosa ed inquietante di quella francese, in quanto ormai su ogni giornale (Corriere, Repubblica, ecc: il Suo blog ha elencato numerosi pesanti esempi), in ogni partito, in ogni regione viene concessa la cittadinanza a parole, penseri e idee che dovrebbero venire respinte d'instinto da ogni singolo cittadino se la società italiana fosse chiaramente sicura delle sue fondamenta democratiche, repubblicane e illuministiche.

Non voglio qui apparire come uno che dà lezioni di civiltà, soprattutto perché anche qui in Francia ci sono vari aspetti che destano ribrezzo sui termi riguardanti gli stranieri. Ma penso sinceramente che quel che sta avvenendo oggi in moltissimi discorsi pubblici italiani è assolutamente agghiacciante, molto di più di quanto non esista nei discorsi odierni francesi. Questo mio paragone parrà forse esagerato, ma, da xenofilo e da amico della cultura italiana, volevo soltanto testimoniare della mia forte paura per quanto sta avvenendo oggi nel cosiddetto Bel Paese. Ed incoragiarla a continuare nel suo nobile compito di raccontare come si evolvino i rapporti fra autoctoni e non in Italia. Le tramando i miei complimenti per il Suo blog.

Cordialmente,
Un lettore francese

PS: avrei molto da dire sul modo in cui viene strumentalizzato il tema dell'immigrazione anche qui in Fancia. Vi ho solo accennato, perché mi sembra che sarei stato off topic rispetto al tema del Suo blog, chiaramente incentrato sulla situazione italiana.

Risposta: Ringrazio il lettore per la sua bellissima lettera che trasmette, in maniera diretta e profonda, la preoccupazione che la situazione italiana sta destando nel resto del mondo. Purtroppo, non tutti in Italia riescono a capire che anche il sottoscritto - quando scrive, critica e denuncia - non lo fa perché "odia" l'Italia ma proprio perché la ama e vorrebbe vederla migliore. Spero che la lettera di un italianofilo francese, amante della cultura italiana, che non risparmia critiche al suo paese di origine, li aiuti a capire che le critiche possono anche essere costruttive e utili.