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lunedì 4 gennaio 2010

Il murale, Berlusconi e l'Islam

Poche settimane fa, un murale che correva lungo la parete antistante la banchina della fermata della metropolitana di Porta Nuova, la centralissima stazione ferroviaria di Torino, è stato cancellato. Neanche un mese dopo che era stato dipinto. Il motivo? Il murale riportava 160 concetti collegati attraverso degli spinotti, e fra questi compariva anche la parola «Berlusca» immersa tra altre parole di attualità come «consenso», «politics», «mafia», «crime», «business» e «corruption» (vedi foto a fianco). Il consigliere comunale di An-Pdl Ferdinando Ventriglia ha puntato il dito contro l’opera chiedendo che venisse al più presto cancellata: «Tanto vale mettere sui pullman cartelloni pubblicitari con scritto “Berlusconi è mafioso”. Gtt è un’azienda controllata completamente dal Comune e quindi chiederò spiegazioni al sindaco e agli amministratori della società - che sono certo fossero all’oscuro della vicenda - per capire come abbiano potuto permettere la realizzazione di un murales del genere. Lunedì chiederò al prefetto di far rimuovere immediatamente il murales e di perseguire penalmente i responsabili di quello che è un reato di calunnia e di diffamazione». Non c'è stato bisogno: Gtt si è difesa sostenendo di non aver finanziato né tantomeno commissionato il murale, ma di aver solamente messo a disposizione degli organizzatori di una manifestazione artistica lo steccato utilizzato dai writers. «Gli organizzatori ci avevano garantito che non sarebbero comparse scritte offensive. Provvederemo al più presto a rimuovere l’opera». E così è stato.

Perché scrivo di questo episodio? Perché su questo stesso murale compariva anche la parola "Islam". In un riquadro sormontato da un piccolo minareto. E - secondo voi - quali erano i concetti a cui questa parola era collegata? Non me li ricordo proprio tutti, ma vi posso assicurare che erano tutti con connotazioni negative: terrorismo, fondamentalismo ecc. La cosa ovviamente non mi ha fatto molto piacere: che messaggio può trasmettere quest'opera alle decine di migliaia di persone che transitano da quella stazione? Tanto valeva mettere sui pullman cartelloni con la scritta "I musulmani sono terroristi". Avevo quindi intenzione anch'io di scrivere - in maniera riservata e senza tanta pubblicità - per chiedere un piccolo aggiustamento educativo. L’autore del murale, Paolo Gillone, in arte Jins, ha dichiarato infatti che l’opera va interpretata: "Non ho mai accostato Berlusconi alla mafia. Se qualcuno guardasse l’intera opera vedrebbe che ho inserito 160 concetti, con cui ogni giorno i media ci bombardano, e li ho collegati tra loro secondo associazioni di idee". Ma non dovrebbe essere compito dell'artista rielaborare e reinterpretare i concetti dell'attualità? Oppure si deve limitare a rirpoporli a caratteri cubitali, secondo le stesse associazioni di idee, all'interno della principale stazione ferroviaria della città? In ogni caso, il consigliere Ventriglia mi ha autorevolemente preceduto, seppur per altri motivi, e così ha risolto il problema platealmente e radicalmente: ottenendo la cancellazione dell'intera opera. Ora, non posso che fantasticare e chiedermi: se un islamico qualsiasi si fosse rivolto ai media, chiedendo l'intervento di Prefetto, magistratura ecc ecc, chiedendo la cancellazione dell'opera perché - obiettivamente - diffama e offende decine di migliaia di musulmani che in questa città lavorano e pagano le tasse, secondo voi come sarebbe finita? Ve lo dico io: avrebbero gridato alla fatwa islamica, all'intolleranza musulmana nei confronti dell'arte e della libertà, avrebbero messo l'artista sotto scorta e gli avrebbero commissionato un'opera simile in ogni stazione della metropolitana. Probabilmente l'islamico in questione sarebbe stato anche espulso. Tutto "In difesa della libertà di espressione", ovviamente. Ci mancherebbe altro.