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giovedì 25 febbraio 2010

E bevvero dallo stesso calice

Quando Magdi Allam si è convertito al Cristianesimo con la sua tipica riservatezza spirituale (e cioè in mondovisione) scrissi che i musulmani non erano affatto arrabbiati e scontenti, come sostenevano i corifei dell'islamofobia italiota. Anzi, il sollievo dei musulmani era tale che persino loro hanno festeggiato brindando con champagne e bruschette al lardo. Io stesso rivolsi ad Allam, tramite le agenzie - riprese anche dal Corriere - un accorato appello che in parte ha accolto: "mi auguro si comporti secondo i preziosi dettami di Gesù Cristo che ha amato il diverso, il ladro, l'assassino, la prostituta, il corrotto e quindi lasci, finalmente, sia il 'Corriere' che i musulmani cattivi in pace".

Magdi lasciò il Corriere, il suo interesse per i musulmani si è notevolmente affievolito e, finalmente - come scrissi ancora una volta - "era diventato un problema della Chiesa, mica dei musulmani (che hanno anzi accolto la sua conversione con sollievo e preghiere di ringraziamento). Non passa giorno infatti senza che il suo sito dedichi attacchi allucinanti a rispettabili cardinali ed ecclesiastici "ammalati di relativisimo" e a dirsi "preoccupato per la grave deriva religiosa ed etica presente in seno al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso presieduto dal cardinale Jean-Louis Tauran". La Chiesa per ora non reagisce (mica sono sprovveduti come quelli che avevano definito il personaggio "nemico dell'Islam") e infatti lui si lamenta: "Nessun esponente della Chiesa ha risposto a questa Lettera aperta. Ed anche tra le risposte elaborate da parte degli iscritti alla mia Associazione, taluni si sono sentiti in dovere di difendere i musulmani e persino l’islam". Segno che alcuni di loro continuano a ragionare con la propria capuzella".

Ora che è candidato in Basilicata - pardon, Lucania - Magdi ha cambiato bersaglio, e non riuncia al suo hobby preferito: scassare gli zebedei al prossimo. Però anche li hanno sbottato. Il deputato del PDL Vincenzo Taddei l'altro giorno è esploso: «Siamo stanchi di sopportare le bugie di questo signore. (...) Allam fa solo demagogia e populismo non conoscendo la storia politica della nostra regione (...) Ma di cosa parla Allam che conosce la nostra realtà da soli trenta giorni. Quale contributo ha dato ai nostri territori tale da ergersi a giudice accusatore? A queste domande dovrebbe rispondere il leader di “Io amo la Lucania” piuttosto che dire infondatezze e distribuire offese (...) lui e la sua compagine, lo ribadisco, non hanno l’autorevolezza morale e politica per giudicare ciò che neanche conoscono».

Ma che Magdi parlasse di cose che non conosce era ampiamente risaputo.
A suo tempo, Massimo Campanini, affermato accademico e islamologo dell'Università di Milano, si era meravigliato a tal proposito: "stupisce notare come Magdi Allam sembri del tutto ignorare la letteratura scientifica sulle questioni mediorientali". Persino i suoi colleghi giornalisti dicevano che non sapeva fare il giornalista. Fonti pro-israeliane avevano infatti riferito che "Il Corriere della Sera ha ricevuto una lettera firmata da molte personalità, tra le quali anche alcuni giornalisti israeliani" che stigmatizzavano il suo modo di fare giornalismo. Recentemente è andato a partecipare ad una manifestazione indetta dagli egiziani copti a Roma. E dire che neanche tre anni fa dichiarava, su Il giornale: "Non so nulla dei copti e non ho mai messo piede in una loro chiesa".

Evidentemente, però, l'On. Taddei non era al corrente di tutto questo:
«Ho sempre stimato il giornalista Magdi Allam e il suo lavoro così come ho molto apprezzato tempo fa la sua conversione al cattolicesimo di cui condivido profondamente i valori. Ma da quando ha deciso di scendere in politica sembra aver dimenticato proprio i principi che lo caratterizzavano. Oggi dimostra di non avere rispetto per il lavoro altrui e di distribuire giudizi sferzanti senza alcun fondamento. Abbiamo ascoltato ogni tipo di accusa da parte di Allam, ora siamo sinceramente stanchi. Non è possibile continuare ad accettare le provocazioni continue e gravi che questo signore ogni giorno va diffondendo sui mass media». Ah, che sollievo. Come recita il detto arabo: "E ruotarono i giorni e bevvero dallo stesso calice".