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domenica 14 febbraio 2010

Gli Egiziani di Via Padova

"Il problema delle minoranze arabe non è mai stato evocato. Si trattava di casi di violenza normale a cui le forze di polizia hanno dovuto reagire: violenze inaccettabili che non hanno niente a che fare con l'Egitto e con gli egiziani che, come comunità, rispettano abitualmente le leggi italiane".

Franco Frattini, Ministro degli Esteri, rispondendo alla protesta ufficiale dell'Egitto dopo i fatti di Rosarno.

Ieri centinaia di egiziani e - pare - alcuni marocchini hanno dato vita a disordini e aggressioni dopo l'uccisione di un giovane connazionale che il prossimo luglio avrebbe compiuto 20 anni e venerdì scorso era finalmente riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno, dopo quattro anni di clandestinità. Una banale discussione fra tre ragazzi africani e cinque loro coetanei latinoamericani: sono volati prima sfottò, poi insulti e offese, fino a quando, una volta scesi dal mezzo uno dei ragazzi latinoamericani ha estratto un coltello e sferrato fendenti contro gli "avversari". Nel giro di una decina di minuti sono accorsi decine di immigrati arabi che volevano capire l'accaduto, conoscere l'identità della vittima e, sembra, portare con loro la salma. La rabbia è cresciuta e nel tentativo di contenerla gli agenti hanno iniziato ad agitare gli sfollagente. A questo punto la strada si è trasformata nel teatro di una guerriglia: auto ribaltate, vetrine sfondate, motorini rovesciati e cartelli divelti al grido di "italiani bastardi vi ammazziamo". Gli italiani, invece, bersagliavano gli egiziani dalle finestre con oggetti accompagnati dal grido "tornatevene a casa".

Che volete che vi dica? Come al solito, era già tutto scritto e preannunciato su questo blog. Stavolta era il turno degli egiziani, semplicemente. E se non verranno presi provvedimenti intelligenti a livello politico, seguiranno i peruviani, i rumeni, i filippini e tutte le altre nazionalità di stranieri che abitano in Italia. Perché, come scrissi neanche un mese fa, "qualcuno dovrà pur incominciare a chiedersi per quale motivo, ciclicamente, migliaia di immigrati si sollevano violentemente in questo paese. Stavolta era il turno degli africani di Rosarno ma appena tre anni fa erano i cinesi di Milano a sfasciare macchine, rovesciare cassonetti e prendersele di santa ragione da agenti anti-sommossa. In qualsiasi altro paese del mondo civile, il fatto che migliaia di persone (indipendentemente da colore della pelle, confessione o status giuridico) facciano cose simili dovrebbe suonare come un campanello d'allarme". Stavolta, proprio perché una rissa interetnica si è trasformata in guerriglia anti-italiana, il campanello non dovrebbe solo suonare, ma rimbombare. C'è nessunooooo?