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lunedì 22 febbraio 2010

Hina. L'Islam non c'entra.

"La motivazione dell'agire dell'imputato (il padre di Hina, che ha ucciso la figlia, ndr) è scaturita da un patologico e distorto rapporto di possesso parentale, essendosi la riprovazione furiosa del comportamento negativo della propria figlia fondata non già su ragioni o consuentudine religiose o culturali, bensì sulla rabbia per la sottrazione al proprio reiterato divieto paterno».

Sentenza n.6587 della Prima sezione penale (Il Corriere)

"Non esiste nessun nesso tra il Corano, le idee religiose e quanto è accaduto alla piccola Hina, sgozzata con barbarie dal padre per la sua relazione. Anche ammettendo che tra i due fidanzatini ci fosse un rapporto più che "platonico", il padre non aveva nessuna scusa "religiosa" per compiere un crimine efferrato come quello".


Il sottoscritto, qui

“E Hina è solo il caso più noto. Ce ne sono stati anche altri che magari non sono finiti in tragedia per poco (...)”. Un dramma derivato da una cultura arretrata o dall’estremismo? (chiede il giornalista dopo l'uccisione di Sanaa, ndr) Guardi, il paradosso è che in Marocco una cosa così non succederebbe più! La popolazione è più secolarizzata, negli ultimi dieci - quindici anni si sono fatti passi da gigante grazie a tante associazioni di donne. Molti immigrati che stanno qui da anni, magari analfabeti, non hanno vissuto questo passaggio e anzi, si sono chiusi nel tradizionalismo e sono stati influenzati da un Islam che non ha niente a che vedere con la cultura marocchina”

Intervista a Souad Sbai, Panorama, Mercoledi 16 settembre 2009

Sulla sentenza, consiglio vivamente la lettura dell'articolo di Lorenzo Declich. Tra l'altro proprio Lorenzo segnala la presenza di un gruppo facebook - che rischia la chiusura - intitolato: "Souad Sbai, non voglio che mi rappresenti", a cui si sono aggregate più di 1450 persone. (E pensare che la Sbai, su Facebook, ha appena 841 fan.) Il gruppo si descrive cosi:

"Gruppo creato per unire tutti i Marocchini, in particolare, ed i Musulmani, in generale, che non vogliono essere rappresentati da lei o che non si identificano nell'immagine dell'Islam rispecchiata dalle sue diverse vergognose (non tutte!) dichiarazioni sui Musulmani nei vari mass media italiani. Il gruppo è aperto a tutte le Persone che hanno a cuore questa nostra causa, a prescindere dal loro crede religioso e dalla loro cittadinanza; basta che siano Cittadini del mondo. Il gruppo condanna ogni tipo di violenza o oppressione contro le donne, senza distinzione di appartenenza di genere. Ricordiamo che lo scopo qui non è affatto andare contro tale o tale Organo politico o religioso, ma soltanto far capire a tutti che l'essere musulmani praticanti non significa implicitamente essere dei presunti terroristi come viene spesso sottinteso dall'On. Sbai. Inoltre, come abbiamo sempre affermato, condanniamo con forza e senza riserva qualunque tipo di terrorismo o di estremismo che mira a fomentare l'odio verso il diverso.Non saranno tollerati minacce, insulti o volgarità nei confronti della persona di Souad Sbai, per il semplice motivo che tali comportamenti non fanno parte né della cultura islamica né dei dettami della nostra amata religione che è l'Islam. Quindi, i commenti offensivi saranno prontamente cancellati ed i loro autori categoricamente "bannati" dal gruppo".

Non mi sembra che ci sia nulla di "estremista", come invece lamentato da movimenti vicini alla Sbai. O sbaglio?