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venerdì 5 febbraio 2010

Magdi, il Messia d'importazione

Magdi Allam verso il popolo
di Mario Aiello, Ultimenotizie.tv

(...) Nel movimento «Io amo la Lucania» sono in due: Magdi e Cristiano. Anzi, in tre: Magdi, Cristiano e Allam. E tutti e tre, una trinità in cui il nostro è insieme padre, figlio e spirito santo di se stesso che s’è paracadutato dall’europarlamento di Strasburgo al Sud più desolato che lui farà risorgere, governeranno addirittura la Basilicata. Un trio di governatori per una regione così piccola? Sì. E che trio! Intanto, ai tre, andrebbe dato un tom tom che li aiuti a capire dove si trova la Basilicata, a cui si vorrebbe dare un nuovo nome: «Torneremo a chiamarla Lucania». Quindi diamogli due tom tom, uno per capire dov’è la Basilicata e l’altro per scoprire in quale angolo della Penisola si trova la Lucania. Due tom tom, tre governatori, ma un popolo solo: «Io mi appello al popolo della Lucania….». Così è partita la campagna elettorale dell’ex giornalista del «Corsera». Il quale doveva avere la benedizione di Berlusconi ma poi è saltato «l’accordo politico» fra il Cavaliere e l’egiziano – «Ci mancava solo l’egiziano», ha titolato il «Secolo d’Italia» subito accusato di «razzismo» – e il nostro, transfuga dall’Udc, s’è lanciato nella corsa solitaria. Berlusconi l’avrà scartato perchè – come ha fatto con il sindaco di Assisi – ha trovato le orecchie di Magdi, di Cristiano e di Allam troppo a sventola, e soprattutto troppe: visto che sono sei? Macchè. E’ stato tutto un complotto: «Il premier – ecco la denuncia – ha ceduto alle pressioni dei finiani, che non mi amano». Oppure ha resistito, almeno per una volta, al senso del ridicolo? Amore dei finiani a parte, l’aspirante governatore è il vero titolare ad honorem del Partito dell’Amore. «Io amo la Lucania», e vabbè. Ma anche «Io amo l’Italia», questo il nome del partito-madre che ha dato alla luce il movimento figlio, e vabbè un’altra volta. Ma soprattutto, «Io amo Gesù», così s’intitola un suo libro. Mentre «Io amo Israele» ancora non è sugli scaffali, ma ci si può consolare con «Viva Israele». Dopo la Lucania, il nostro diventerà governatore di Galilea, per poi avviarsi come Napoleone alla conquista del natio Egitto e così avrà un regno (dei cieli) che assomma i Sassi di Matera (più Rionero in Vulture) e le Piramidi con dentro i faraoni, cioè i suoi immeritevoli predecessori? Intanto i suoi appelli ai «cari amici e care amiche del popolo lucano….», e i suoi proclami alle «persone di buona volontà» che lo stanno supplicando a diventare il loro statista locale, stanno facendo breccia nei duri cuori degli indigeni. Ai quali, ma non a tutti e solo a quelli «credenti nella verità e amanti della libertà», il nuovo Messia d’importazione promette che, «a prescindere dalla vittoria, comprerò casa quaggiù», perchè «la Lucania è la mia terra! E voi siete il mio popolo!». Un popolo geloso della propria dignità, a cui Magdi sta attentando insieme ai suoi elettori Cristiano e Allam.