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domenica 21 febbraio 2010

Mameli in pensione. Trionfa l'Italietta.

C’era una volta l'Italietta. C'era il Re, la Patria, la Famiglia e Dio. Oggi c'è ancora l'Italietta. Ma c'è il Principino, la Repubblica e le Escort. Vuoi mettere? Non c'era bisogno di essere dei veggenti per anticipare l'esito del Festival di San Remo, specchio dell'Italietta, reale e televisiva, con i suoi strumenti fatti di sms del pubblico che si collega a "o' sistema" e camionate di monnezza musicale. Viene eliminata Malika Ayane, nata da padre marocchino e madre italiana mentre trionfa la canzonetta italiota e calcistica del poligamo (vero o presunto) accompagnato dal rampollo principeso trombato alle elezioni europee da Magdi Allam (E per essere trombati da uno come Allam ce ne vuole). Gli altri vincitori, invece, escono dritti dritti dalle scuderie di Maria De Filippi e dal mondo dell'effimero targato Mediaset. Non è forse questa l'Italietta in cui viviamo?

Una "marocchina" che vince il festival della canzone "italiana" era del tutto inconcepibile in un paese in cui un giovane su due ha pregiudizi razzisti e in cui i tifosi della Juventus esibiscono uno striscione che recita "non esistono negri italiani". Molto più coerente, quindi, che a vincere questa edizione sia lo stornello che recita "l'orgoglio di essere italiani" mentre sullo sfondo scorrono le immagini dei calciatori. Poi, come in ogni farsa che si rispetti, ecco che salta fuori anche il Ct Marcello Lippi - definito dal direttore artistico Gianmarco Mazzi nientepopodimeno che "un'icona italiana" - che loda "la sostanza" della canzone, indipendentemente "da come il brano viene cantato". Ma non era il festival della canzone? Ancora una volta è andata in onda l'Italietta in cui i politici vanno a parlare nei festival canori, le showgirl parlano di politica e i trombati si riciclano in televisione per essere riabilitati e guadagnare consensi.

Il festival di San Remo è la chiave per capire come funzionano molte cose in Italia ed è proprio studiandolo che sono riuscito a stilare un prontuario per permettere agli immigrati di superare gli eventuali esami per il "permesso a punti" prossimo venturo: 1) Rispondendo alle domande dell'operatore dello sportello unico usare frequentemente parole come "Patria", "Religione", "Tradizioni", "Identità" e "Famiglia". Non importa conoscerne il significato 2) Pronunciare il tutto in un italiano approssimativo, preferibilmente con accento francese 3) Alla domanda sulla costituzione, esibire un album di figurine calcistiche 4) Se sei donna è auspicabile presentarsi con una bandiera italiana intorno alla vita (e nient'altro) 5) Se ti viene chiesto l'inno, canta "Italia Amore Mio". Il brano è reperibile nelle migliori balere. Se vi chiedono di Mameli, rispondete prontamente: "E' andato in pensione".