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sabato 6 marzo 2010

Il cingalese, i down e i disturbati

Il promotore del gruppo "Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down" è stato identificato. Trattasi di un dicianovenne con problemi psichici, affetto da disturbi comportamentali e da tempo sottoposto a trattamento psichiatrico. Ha promosso l'iniziativa soltanto per fare 'trolling' ed ottenere il maggior numero di iscritti possibile. Basterebbe questo per smontare il "caso" che ha monopolizzato i media per giorni, dando la possibilità a politici e opinionisti di occupare, foss'anche per qualche secondo, il flusso mediatico che si scatena in simili occasioni. E' preoccupante, però, che anche questa volta i media non abbiano avuto remore nel sottolineare le origini del dicianovenne, che - ovviamente - non è italiano. Probabilmente perché gli italiani disturbati non aprono pagine simili. Eppure sono migliaia le pagine web che invocano i vagoni piombati per gli immigrati e l'olocausto per i musulmani. Probabilmente, quindi, tanto disturbati, quelli là, non lo sono. Anzi. sono talmente lucidi che c'è persino chi cerca di accappararsi i loro voti. E così, sui giornali, quello che ha aperto l'odiosa pagina facebook non è - banalmente e tristemente - un ragazzo disturbato. No, quello è un dettaglio marginale, da riportare nel sottotitolo o nel corpo dell'articolo. La vera notizia, per i media italiani, è che si tratta di "un cingalese". Cosi recitano quasi tutti i titoli, e a caratteri cubitali. Immediatamente dopo si ricorda che il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna era intervenuta parlando di "atto indegno di persone civili, inaccettabile e pericoloso". Con il risultato che il lettore identifica immediatamente il "cingalese" con gli "incivili" che commettono "atti pericolosi". E invece è molto più pericoloso, secondo me, il gioco dei media che - implicitamente - diffondono pregiudizi etnico-razziali persino attraverso una storia come questa. Sorge spontanea una domanda: i 1300 individui che si sono iscritti al gruppo del "cingalese" in poche ore erano tutti cingalesi oppure erano tutti disturbati? Se facessimo una statistica, sono sicuro che in mezzo a loro ci sarà una maggioranza di italianissimi cittadini. Probabilmente giovani bulli, esaltati di ispirazione neonazista e ragazzini alla ricerca di provocazioni che procurino un attimo di effimera notorietà virtuale. Ma sicuramente non disturbati nel senso clinico del termine, come lo era - appunto - il "cingalese".