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lunedì 15 marzo 2010

Io onesto, loro razzisti

«Mi hanno scritto con la vernice sull'auto "sporco negro infame" la scorsa estate. Un anno fa mi hanno spaccato la porta d'ingresso del locale. A gennaio mi hanno minacciato dicendomi "ammazziamo tuo figlio e tuo fratello". Adesso mi hanno distrutto il bar. Sono sicuro che sono razzisti...». È terrorizzato Mohamed Masumia, bengalese di 51 anni, a Roma dal 1986 e cittadino italiano dal 2006. Suo fratello, Mia Maabub, 38 anni, è finito al pronto soccorso del San Camillo con la testa rotta da qualche randellata, insieme a due clienti del locale che prepara cibo asiatico in via Murlo, alla Magliana. Gli aggressori, una quindicina tra i 20 e i 30 anni, hanno risparmiato una donna bengalese incinta che aspettava di cenare. «Sono razzisti - ripete Masumia -, sennò perché tutta questa violenza? Io sono una persona onesta, lavoro. E, come me, lavorano qui a Roma tanti bengalesi, che fanno molti sacrifici per mandare i soldi alle famiglie in Asia». (Il Corriere)