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domenica 28 febbraio 2010

Niente sciopero ma un Pride.

Il 1 Marzo niente sciopero ma un pride antirazzista
12 febbraio 2010, La Stampa

Lo sciopero degli immigrati del primo marzo a Torino non sara' uno sciopero. Ispirata alla mobilitazione francese, l'iniziativa nata come provocazione su facebook (cosa succederebbe se gli stranieri incrociassero le braccia?) e' diventata realta' mediatica prima ancora di avere un programma. Sono quindi nati i comitati locali per definire i modi della protesta. Se in molte altre citta' lo sciopero sara' realta', a Torino questo non succedera'. Per il comitato torinese, coordinato da Diego Castagno e Sherif El Sebaie, e' la composizione socioeconomica degli stranieri a non consentirlo: gli immigratu sono per lo piu' commercianti, colf e badanti, categorie per le quali e' molto difficile organizzare uno sciopero. Il primo marzo sara' quindi declinato come «giornata dell'orgoglio antirazzista», un pride contro xenofobia e permesso di soggiorno a punti all'insegna del giallo. Una cinquantina i gruppi che hanno gia' aderito. Si iniziera' con un concerto il 27 febbraio in largo Saluzzo. Il primo marzo saranno distribuiti palloncini gialli nelle scuole con piu' del 30% di immigrati, gialle le fasce al braccio degli ambulanti del mercato della Crocetta (all'iniziativa ha aderito anche l'Anva, associazione venditori ambulanti), le locandine esposte nei negozi di corso Orbassano e i drappi che sventoleranno su due palazzi popolari. E ancora: cinque convegni sul tema razzismo e un presidio sotto la Prefettura. Non sara' uno sciopero, ma la Cgil - contraria a uno sciopero etnico- ha aderito invitando gli iscritti a indossare una coccarda gialla. Sara' invece uno sciopero della fame quello dell'associazione radicale Adelaide Aglietta. Ancora da definire in dettaglio, invece, le iniziative del coordinamento antirazzista torinese che si e' riunito ieri sera in assemblea alla casa valdese.