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venerdì 12 marzo 2010

Un Arabo impertinente in Italia (I)

Vi devo confessare che non sono ancora riuscito a capire il motivo per cui, chi mi legge, o apprezza e condivide pienamente ciò che scrivo oppure mi odia visceralmente in prima persona. Ciò che ho pubblicato ieri dimostra però che, per qualche arcano motivo, do' sui nervi a parecchi lettori che quasi quotidianamente mi sommergono di insulti. Qualcuno mi chiede come faccia a sopportare queste aggressioni e persino a pubblicarle in prima pagina, come se niente fosse. Semplice: mi diverto tantissimo a sapere che c'è chi, semplicemente leggendo un articolo pubblicato qui, perde completamente il controllo di ciò che pensa e scrive dando libero sfogo alle proprie flatulenze. Per quanto mi riguarda, infatti, le "considerazioni", se cosi si possono chiamare, elaborate da questi personaggi sono come dei gas intestinali liberamente rilasciati in aria - magari durante una cena - accompagnati da suoni esilaranti e vibrazioni comiche che costituiscono motivo d'imbarazzo innanzittutto per coloro che le emettono oltre che per l'opinione pubblica che essi dicono di rappresentare. «Del cul» hanno «fatto trombetta», come scrisse Dante.

Non mi sono mai considerato un "polemista", parola che trova la sua origine nel greco antico polemikos, aggettivo derivato da polemos che vuole dire "combattimento, guerra". Almeno fino all'istante in cui un mio commentatore mi scrisse la seguente email: "Voglio farti i miei complimenti per il tuo lavoro. Sei rimasto sulla breccia con pazienza e dedizione, hai resistito quando altri hanno ceduto e sei un punto di riferimento nell'ambito di coloro che si occupano di tematiche sociali, di integrazione, di studio dei fenomeni xenofobi. La qualità delle informazioni che offri è sempre alta e i tuoi interventi da polemista sono sempre stimolanti. Ammiro inoltre la tua costanza nel reggere lo stuolo di troll e provocatori che sembrano diventati oramai parte della famiglia che è il tuo blog. Consolati, ti evitano l'imbarazzo di essere beccato a auto-incensarti, anche il loro punto di vista in polemica permanente con te è utile come riferimento. Conto di leggerti ancora per molto tempo e che tu rimanga ancora per un po' di tempo a onorarci della tua presenza; c'è bisogno di persone come te, contro la fuga di cervelli italiani verso l'estero è piacevole pensare che qualcuno venga in Italia nonostante tutto".

Per fortuna, quindi, non vengo solo insultato. Fa piacere sapere che c'è chi stima il tuo impegno e scoprire di essere davvero diventato, con un semplice blog, punto di riferimento su tematiche sensibili e delicate, quali quelle dell'immigrazione e integrazione. Proprio oggi un docente dell'Università di Torino mi ha detto che consiglia sempre ai suoi studenti di comunicazione e relazioni internazionali di leggere il blog. Lo ringrazio di cuore per la stima e l'amicizia e la rivelazione che conferma la recensione che il portale Media e Multiculturalità, sviluppato dal Cospe (uno dei principali centri di ricerca su questi temi in Italia) ha fatto di questo sito: "Il blog tratta di varie vicende legate all’attualità internazionale, con una particolare attenzione all’ Islam in generale, all’ Islam italiano nello specifico e alle questioni mediorientali. Numerose sono le sezioni tematiche che compongono il sito, fra queste Medio Oriente, che tratta di tematiche inerenti ai paesi mediorientali, Democrazia Export, sull'attività militare occidentale in medioriente, Islam Italiano, sulle comunità islamiche in Italia e Religioni, in cui si discute di fedi e spiritualità. Il commento alle vicende legate all’area mediorientale, e la conseguente critica alla rappresentazione che ne viene fornita dai media occidentali ed in particolare italiani, è uno dei focus principali del sito. Con uno stile giornalistico graffiante e provocatorio, Sherif segnala notizie riprese da varie fonti italiane ed internazionali e ne rielabora spunti ed interrogativi per ottenere articoli originali e spesso sopra le righe". (Leggi la Seconda Puntata)