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martedì 1 giugno 2010

Meritocrazia all'italiana

Su una delle navi cariche di aiuti destinati alla popolazione di Gaza - e per questo assaltate in acque internazionali dalle forze armate israeliane - c'era anche Angela Lano, ora trattenuta in un carcere dello stato d'Israele. Nelle prime ore, di lei non c'erano notizie, il che era assai preoccupante considerato il tragico bilancio di quell'azione sconsiderata. Azione che - come scrive Vincenzo Nigro su Repubblica - "danneggerà innanzitutto la credibilità di tutta Israele e a lungo termine indebolirà il diritto alla sicurezza e la stessa legittimità del popolo dello Stato ebraico". A conferma, quindi, di quanto scrissi già ai tempi della guerra del Libano: "Le sconfitte di Israele non sono né militari né strategiche (...) sono invece di simpatia presso i popoli, di credito presso "l'uomo di strada". (...) E' Israele stesso a danneggiare la propria immagine a livello internazionale. (Quanto è accaduto, ndr) è un ulteriore passo avanti nella totale distruzione dell'immagine e della reputazione dello stato ebraico, messa in atto dallo stato ebraico stesso da quando ha cominciato la sua "rappresaglia", che ormai non conosce più limiti".

Angela Lano è un’orientalista e una studiosa del mondo arabo e islamico. Collaborava con la redazione torinese di Repubblica occupandosi della cronaca mediorientale. Qualche anno dopo decise di lasciare la collaborazione: aveva bisogno di più spazio per trattare la sua materia, la questione palestinese. Nel 2006 nasce quindi l'agenzia online da lei diretta: Infopal. Registrata al tribunale di Genova, ha la redazione in provincia di Torino. Conta una decina di collaboratori, una squadra di consulenti fra studiosi, giuristi e giornalisti, e alcuni corrispondenti da Gaza. Fornisce news, resoconti e reportage sulla situazione in Palestina e, in particolare, sulla Striscia: insomma, tutto quello che non si vede normalmente sui quotidiani. Nel 1996-97 ha aggiornato il «Grande dizionario enciclopedico» della Utet per le voci «letteratura araba» e «letteratura persiana», uscito nel 2003 anche nell«’Enciclopedia di Repubblica». Tra il 1997 e il 1999 ha svolto una ricerca sul fenomeno delle conversioni all’islam e sulla presenza dell’islam in Italia pubblicata a puntate sulla rivista «Missioni Consolata», organo dell’omonimo istituto missionario. Ha scritto saggi sulla condizione femminile, sulla guerra in Iraq, sull’Islam in Italia.

Uno dei suoi libri, Voci di donne in un Hamam (ed. EMI) aveva la prefazione di un ancora sconosciuto Magdi Allam. Già, Allam. Mentre Angela era sulla nave sotto il fuoco israeliano lui era - con tanto di scorta - a... Gela a presentare l'ennesima ramificazione del suo partito-giocattolo. La coincidenza mi ha fatto venire in mente il ritratto al vetriolo del personaggio appena pubblicato da Massimo Fini nel suo ultimo libro (Senz'anima. Italia 1980-2010, ed. Chiare Lettere): "La grande occasione professionale (di Allam, ndr) venne nel 2003, quando gli americani invasero l'Iraq. La "Repubblica" lo mandò a seguire quella guerra. Ma Allam scriveva i suoi pezzi dal Radisson Hotel di Kuwait City. Alle rimostranze del Capo degli Esteri, rispose che era "per un giornalismo di analisi, non muscolare". Aveva paura, come sempre. Alla Repubblica si incazzarono di brutto e lo richiamarono indietro in fretta e furia, sostituendolo con Bonini e D'Avanzo ma intanto avevano perso dieci giorni. Dopo una défaillance del genere un altro si sarebbe dato all'ippica. Per Allam fu invece l'occasione per essere assunto dal Corriere ([...] si parla di 20.000 euro al mese). Un altro contratto sesquipedale lo ha avuto da Mediaset e quando Confalonieri lo presentò ai vari Tg berlusconiani disse "Mi raccomando, utilizzatelo perché ci è costato un patrimonio".

Questo sì che è un paese meritocratico.