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venerdì 13 agosto 2010

Buon Ramadan!

Repubblica, di Vera Schiavazzi

«IL RAMADAN? Dal punto di vista culturale e sociale è importante quanto il Natale cristiano, compresi gli aspetti meno commendevoli, come il consumismo... Si è calcolato che in questo "mese del digiuno" si consuma più cibo che nei mesi normali, la sera le tavole sono imbandite con decine di piatti e il periodo viene usato anche per gli inviti di rappresentanza». Sherif El Sebaie, origini greco-egiziane, insegna lingua e cultura araba al Politecnico. È difficile digiunare dall' alba al tramonto? «Sì, soprattutto per chi vive dove le giornate sono lunghe e fa caldo. È un' esperienza che mette a dura prova ma è anche un bel momento di incontro familiare e sociale». Qual è il suo bilancio della convivenza tra religioni a Torino? «Positivo. Dobbiamo ringraziare la lungimiranza di un sindaco che ha creato un assessorato all' integrazione. Il clima generale è di accettazione, le difficoltà non mancano ma non sono pessimista». Quanto è importante la costruzione della prima vera moschea in via Urbino? «Molto. Magari non potrà contenere tutti, magari qualcuno non ci si identifica, ma un luogo riconoscibile è indispensabile non solo ai musulmani ma a tutti i torinesi che lì potranno avvicinarsi alla conoscenza dell' Islam. Senza contare che è urgente dare dignità a chi prega nei garage e così, tra l' altro, rischia di disturbare i residenti». È vero che voi intellettuali musulmani siete più "laici" della gente comune? «Sì e no. Personalmente non frequento alcun centro islamico torinese, ma ho amicizia e partecipazione verso il progetto della nuova moschea».