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giovedì 2 settembre 2010

Sfregiata con l'acido

Un gesto criminale, maschilista e retrogrado
La Repubblica, Federica Cravero

Una grave condanna dell' aggressione alla giovane marocchina arriva anche dalla comunità islamica che si è trasferita in città. «Il problema - dice Nadil, marocchino di 28 anni, di cui gli ultimi cinque passati a Torino - è che qui alcune donne si comportano in modo diverso rispetto ai loro paesi e alcuni ragazzi perdono la testa. Poi, in televisione, vedono modelli di integralismo come quelli pakistani e vogliono imitarli». Di diverso parere Sherif El Sebaie, di origini greco-egiziane, che insegna lingua e cultura araba al Politecnico. «Questo è sintomo di una cultura maschilista e retrograda - afferma - Vedere in tv certi servizi sul Pakistan non equivale a imitarli. Questi comportamenti non hanno nulla a che vedere con la religione, anche se è vero che ci sono già stati altri episodi simili in paesi islamici. Si tratta di puri atti criminali, che partono da una concezione sbagliata della donna e che a mio avviso maturano soprattutto in contesti culturali e sociali degradati». Younes Amir, egiziano, responsabile del centro islamico Mecca, è d' accordo: «Non credo che ci sia un' attrazione di certi giovani verso forme di integralismo religioso. E poi il rispetto verso la donna è molto forte nell' Islam».