Notizie

Loading...

domenica 31 ottobre 2010

Bunga Bunga in salsa islamica

La prova del Bunga Bunga divenga requisito essenziale per la cittadinanza per i Bingo Bongo. Art 1. Al Bingo Bongo che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica - specie se islamico - sia richiesta la prova sucitata: gli si richieda cioè di accettare ciò che nessun padre o nonno di famiglia decente vorrebbe per sua figlia o nipote, come scrivono quei comunisti di Repubblica. Se l'immigrato resiste alle tentazioni omicide tipiche degli islamici, gli viene conferita la cittadinanza. Art 2. Al minore figlio di genitori Bingo Bongo, di cui almeno uno residente legalmente in Italia senza interruzioni da almeno cinque anni ed in possesso del requisito bunga bungale per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, che, anch’egli legalmente residente in Italia senza interruzioni per un periodo non inferiore a cinque anni, vi abbia frequentato una discoteca o vi abbia svolto regolare attività lavorativa per almeno un anno diviene cittadino italiano senza che sia necesaria l'istanza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale.

E' una proposta di buon senso, la mia: quando un padre uccide la figlia perché "voleva vivere all'occidentale" (espressione alquanto ambigua e discutibile), i politici fanno a gara sulle agenzie per balterare di "impossibilità di integrazione con la cultura islamica" e le rifattone pasionarie entrano in loop denunciando la "violenza islamica sulle donne". Quando invece la lascia fare come c**** le pare, è colpevole lo stesso perché la figlioletta non ha nessuna colpa se non quella di essersi "fatta cattolica" (anche se il parocco del paese afferma: "mai vista in parrocchia") e - parola di Ruby, la marocchina al centro del Bunga Bunga Gate: "se c'è qualcuno un po' intelligente che sa qualcosa della cultura islamica, può capire cosa pensa un musulmano se la figlia diventa cattolica". Un rapido sguardo comunque alle analisi di Magdi "Cristiano" Allam e ai servizi di Porta Porta, e ne deduco che lei a quest'ora doveva essere sotto terra rivolta verso la Mecca. Ciononostante è ancora - grazie a Dio - viva e vegeta, e si appresta persino a scrivere un libro. Qualcosa non quadra ma evidentemente sono io che non sono intelligente o che non conosco nulla della cultura islamica.

Riesco però lo stesso a cogliere l'umorismo involontario che traspare da diverse dichiarazioni di Karima Muhammad El Marough Heyek, alias Ruby, (leggo su Repubblica che "Sul MailOnline la foto che campeggia offre a chi volesse, uno sguardo su Ruby senza pixel a ingarbugliarle il viso"). Per esempio quando sostiene che rischia "di passare per una zoccola", che non si renderà "ridicola come tante altre nella mia situazione" e ringrazia perché "non è finita sulla strada o a fare lavori indecenti" da un residence che l'Ansa descrive come sito "in un edificio che ha del postribolare, un improbabile residence le cui stanze si prenotano tramite Skype anche per due ore". Oppure ancora quando racconta che il padre avrebbe voluta costringerla, a 12 anni, a sposare uno di 49. Se siete poco intelligenti e non riuscite a capire quest'ultima affermazione perché presuppone il superamento dell'esame di Analisi I, prendete una calcolatrice e fate qualche sottrazione con qualche altra data. A proposito di data, il 27 marzo del 1951, cioè non proprio nel Medio Evo, compariva questo articolo su Il Giornale d'Italia: "La giovane, senza alcun freno, scappata di casa, aveva generato la triste collera del padre il quale, ligio ai principi dell'onore, umiliato e offeso dalla condotta corrotta della figlia, incapace di correggerla, dopo aver tentato in tutti i modi di sottrarla al male, non ha saputo contenere la propria collera che è esplosa nel raccapricciante delitto". Cose che succedono quando non si richiede anche ai propri cittadini il Bunga Bunga richiesto ai Bingo Bongo.

PS: leggete l'articolo di Karima Moual