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sabato 30 ottobre 2010

Gradite scuse da Gramellini

Gentile sig. Gramellini,
cc: Dott. Mario Calabresi

Sono un cittadino egiziano residente a Torino, città che mi vede costantemente impegnato nel rinforzare i rapporti bilaterali - soprattutto culturali e scientifici - tra il mio paese d'origine e l'Italia (...) mi lasci dire che sono allibito e costernato dal fatto che, per ironizzare sul suo governo, lei abbia affermato su La Stampa di stamani che "forse solo in Egitto, dove la democrazia affonda nei millenni (i Faraoni della Libertà), il presidente telefonerebbe alla polizia per far rilasciare una minorenne arrestata per furto". Se voleva essere divertente, sig. Gramellini, non lo è stato affatto. Certamente non per un cittadino egiziano. All'offesa recata da chi ha fatto il nome del Presidente Mubarak senza nessun riguardo per il paese che egli rappresenta, lei ne ha aggiunto un'altra, facendo apparire quantomeno come probabile all'opinione pubblica italiana un tale comportamento da parte del nostro Capo di stato. Non è la prima volta che una sua espressione si presta a fomentare la generale ignoranza che riguarda i temi relativi al Medio Oriente in Italia: le ricordo infatti che alcuni anni fa (24/06/2005) ha già definito l'Islam, "la religione dell'undici settembre", definizione – converrà – alquanto offensiva. Mi lasci indovinare: a) le sue parole sono state fraintese b) le sue parole sono state manipolate o c) gli egiziani e i musulmani mancano notoriamente di senso dell'humour? Io propenderei per la d): in quanto a gaffes non ha niente da invidiare agli esponenti politici che la rappresentano.

Cordiali saluti
Sherif El Sebaie

Gentile signor El Sebaie,

Non ricordo il contesto in cui avrei definito l’Islam “la religione dell’11 settembre”. Ricordo invece, e spero anche lei, le decine di volte in cui nei miei articoli e apparizioni televisive ho difeso il multiculturalismo e le ragioni dei musulmani in Europa, polemizzando furiosamente con la Lega. Quello di oggi non era un editoriale, ma un corsivo di satira. E la satira è per sua natura feroce, molesta, contropelo. D’altronde converrà con me che l’Egitto, Paese che adoro e che ho studiato con amore per tutta la vita (posseggo duemila libri sulla vostra storia) è una democrazia particolare, monarchica: c’è un presidente al potere da oltre un quarto di secolo e si parla addirittura di suo figlio come del suo possibile erede. A scanso di equivoci, signor El Sebaie, aggiungo che sono assolutamente convinto che Mubarak non si comporterebbe mai come il nostro premier e immagino che sarà trasecolato nell’apprendere che Berlusconi usa con tanta maldestra superficialità il suo nome. Se ho offeso la sua sensibilità, comunque, le chiedo scusa: a lei, al Presidente ed a tutti i miei amici egiziani. Viva il meraviglioso Egitto, e un caro saluto a lei!

Massimo Gramellini

Gentile Dott. Gramellini,

La ringrazio per la sua attenzione e per la sua sollecita risposta. Voglia scusare il mio risentimento per il suo articolo e i toni forse un po' duri della mia lettera, ma essi sono stati dettati da una crescente preoccupazione per il futuro del multiculturalismo (...).

Voglia gradire i miei più cordiali saluti

Sherif El Sebaie